Il sito www.attacchidipanico-ansia.it, curato
dal Dr Gaspare Costa, - Psicologo, Psicoterapeuta
Cognitivo Comportamentale - si propone di affrontare, dal punto di vista della
CBT standard,
le tematiche relative agli attacchi
di panico, all’agorafobia e,
più in generale, alle problematiche inerenti i disturbi d’ansia.
Seguendo questa premessa, il visitatore sarà guidato all’interno
degli aspetti più salienti che caratterizzano gli attacchi
di panico e gli
altri problemi
legati all’ansia come i sintomi, le
cause,
le manifestazioni, i più importanti fattori di mantenimento e la cura. Come
è risaputo l’attacco di panico si presenta come
conseguenza di una breve ma intensa crisi
d’ansia che, a
cascata, genera tutta una serie di sintomi che
possono far temere alla persona che la subisce la morte
imminente, un infarto, la perdita di controllo o
l’impazzimento.
L’esperienza dell’attacco di panico di
solito costituisce uno spartiacque nella vita di chi la subisce
lasciando la persona in uno stato di paura,
angoscia, terrore, ansia, preoccupazione che l’attacco possa
ripresentarsi, magari con sintomi più gravi o in situazioni
particolarmente temute. In sostanza, dopo il primo attacco
di panico la
persona ha la sensazione che la vita non sarà più come prima.
Quando gli attacchi
di panico diventano
frequenti e la persona vive un continuo stato d’ansia per il
timore che questi possano ripresentarsi, mettendo in atto tutte
le “precauzioni” per prevenirlo (evitamenti,comportamenti
protettivi), si parla di Disturbo
di Panico con o
senza Agorafobia.
Il Disturbo di Panico rappresenta la cornice
diagnostica più “popolare” ma non è l’unica in cui gliattacchi
di panicopossono
manifestarsi. L’attacco di panico rappresenta, per cosi dire,
una categoria trasversale che può interessare varie
problematiche psicologiche, in particolare alcuni Disturbi
d’Ansia come laFobia
Socialeladdove
la persona si trova in situazioni particolarmente ansiogene a
cui non può sottrarsi (es. affrontare un interrogazione, un
colloquio di lavoro, parlare in pubblico etc.), in questi casi
l’ansiapuò
raggiungere dei livelli cosi intensi fino ad arrivare ad una
vera e propriacrisi
di panico; allo stesso modo, nellaFobia
Specifica, l’ansiae
lapaurainnescata
dal contatto o dalla vicinanza con l’oggetto fobico ( siringhe,
aghi, ragni, animali, tuoni, lampi etc.) possono provocare un
vero e proprioattacco
di panico.
Rimanendo in tema diDisturbi
d’Ansiapossiamo
rilevare come gliattacchi
di panicopossono manifestarsi nelDisturbo
Post-traumatico da Stressnel
misura in cui la persona viene a “contatto” con eventi o
situazioni che ricordano o somigliano alla natura del trauma. In
conclusione si può affermare che l’ansia in generale e gliattacchi
di panicoin
particolare rappresentano fenomeni trasversali che interessanovariecategorie
di disturbi psichici. Lo scopo del presente sito è quello di
dare le informazioni principali,che ovviamente non possono
sostituire in alcun modo il contatto diretto con il
professionista della salute mentale come lo psichiatra, lopsicologolopsicoterapeutail
neurologo etc., inerenti gli aspetti generali degli attacchi di
panico e dei disturbi d’ansia. Buona
Navigazione.
Dr Gaspare Costa
Che cos'è un attacco di
panico?
L’attacco di panico si presenta come un grave e
passeggero stato d’ansia la cui intensità crescente, in genere
la durata di un attacco di panico si aggira intorno ai 10
minuti, comporta vissuti drammatici e catastrofici tanto da far
temere alla persona che lo subisce la morte, un attacco di
cuore, la paura di perdere il controllo o impazzire.
Qualsiasi sia l’evento catastrofico temuto è risaputo che
l’esperienza della crisi di panico lascia la persona profondamente
spaventata, angosciata, terrorizzata e, soprattutto, in preda
all’ansia e alla paura che l’attacco posso ripresentarsi. Questo
timore segna nettamente e negativamente la qualità della vita
della persona che, improvvisamente, si trova a vivere una
condizione totalmente diversa rispetto a quella a cui era
abituata in cui prevalgono le rinunzie, la perdita
dell’autonomia, l’ansia, la paura di non essere più normali, il
timore per ogni sensazione che possa far temere l’arrivo di un
nuovo attacco, sentimenti depressivi per la libertà che si è
perduta e la condizione in cui ci si trova. Durante l'attacco di
panico si possono avere i seguenti sintomi:..Leggi
tutto
Quali sono
le cause degli attacchi di panico?
Seguendo il lavoro di Wells ( trattamento
cognitivo dei disturbi d’ansia) si possono raggruppare le cause
che contribuiscono, in maniere determinante, ad innescare un
attacco di panico in tre ordine di fattori: lo stress, le
caratteristiche della personalità e l’iperventilazione. La
letteratura e l’esperienza clinica concordano nel ritenere che
il primo attacco di panico è spesso preceduto da eventi
stressanti significativi sia di natura psicologica che fisica.
Attacchi di panico in persone serene e sicure di se, senza
fattori stressanti di rilievo sono alquanto rari o, in ogni
caso, meno frequenti. L’ansia è una risposta normale ma non
scontata di entrambe le categorie di fattori stressanti.
L’intensità dell’ansia a seguito dello stress non sempre innesca
un attacco di panico, mentre, al contrario, si possono avere
attacchi di panico anche quando l'ansia è moderata e i fattori
di stress poco evidenti. Perché l'ansia ad alcuni
scatena gli attacchi di panico e ad altri no? Per
rispondere a questa domanda sono stati chiamati in causa il
livello elevato di fattori stressanti, l’iperventilazione
e le caratteristiche di personalità...Leggi tutto
Perche gli
attacchi di panico tendono a cronicizzarsi?
Come descritto nell’esempio dell’attacco di
panico al supermercato è comprensibile che la persona colpita da
un esperienza cosi drammatica e paurosa inizi ad associare e, di
conseguenza, ad evitare la situazione o il luogo in cui
l’attacco di panico si è presentato. Nel nostro esempio la
persona cercherà di evitare le file al supermercato poiché ha
associato l’attacco di panico a questa situazione. In realtà
l’evitamento, che può apparire una risposta adattiva e
comprensibile nell’immediato, rappresenta la causa più
importante della cronicizzazione degli attacchi di panico. Quasi
tutte le persone che hanno avuto un attacco di panico mettono in
atto evitamenti e più questi diventano generalizzati, ovvero si
estendono a più situazioni rispetto a quella in qui l’attacco di
panico si è manifestato, tanto più complesso, in termini di
tempo e impegno, sarà curare gli attacchi di panico. In genere
le situazioni maggiormente evitate sono i posti affollati, gli
spazi aperti, gli spazi chiusi, i mezzi pubblici
e, in generale, i luoghi lontani da casa o dove comunque è
difficile chiedere aiuto in caso di attacco di panico.
L’evitamento come risposta all’ansia e alla paura di poter avere
un attacco di panico è fondamentalmente spiegato da tre
motivi...Leggi
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Quale il
ruolo dell'ansia negli attacchi di panico?
Chi
ha avuto attacchi di panico si spaventa anche al minimo segnale
d'ansia, perché sospetta che si tratti dell'inizio di un
attacco. In questa sede analizzeremo il fondamentale ruolo
dell’ansia, e soprattutto della risposta di attacco o fuga,
nell’innesco degli attacchi di panico. L'ansia può essere
considerata come uno stato "spiacevole" di preoccupazione o di
attesa di un pericolo non definito, questa condizione la
differenzia dalla paura dove il pericolo è invece definito o
concreto. L’ansia è sicuramente un “emozione” adattiva ed ha il
merito di aver contribuito alla sopravvivenza e all’evoluzione
dell’uomo in un tempo in cui le minacce erano ben differenti (
immaginiamo gli uomini primitivi nel loro habitat dove
normalmente bestie feroci e altri pericoli attentavano alla
propria vita!!) rispetto ad oggi...Leggi
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Perche ho
dei falsi allarmi di pericolo?
Gli attacchi di panico sono dunque dovuti a falsi
allarmi che attivano troppo facilmente la
risposta di attacco o fuga. Ma perché succede? Che
cosa fa sì che qualcuno abbia più
facilmente di un altro la risposta di attacco o fuga?
La ricerca psicologica ha scoperto tre cause: la prima è la presenza
di situazioni molto stressanti; la seconda è l'iperventilazione
(respirazione eccessiva); la terza è rappresenta dalla personalità
individuali.
Durante un attacco di panico, posso impazzire, perdere il
controllo, avere un infarto, svenire?
Chi
è affetto da attacchi di panico ha sperimentato l’ansia legata
alla credenza che, durante l’attacco, possa succedergli
qualcosa di terribile come impazzire, perdere il controllo,
avere un attacco di cuore o, addirittura, morire. Sono queste
paure drammatiche ad allarmare la persona ogni qualvolta si
sente ansiosa o si trova in situazioni dove teme possa avere
un attacco di panico. I segnali d’ansia vengono infatti
interpretati come minacce terribili che la persona deve evitare
a tutti i costi. L’interpretazione dei segnali d’ansia come
pericolosi e anticipatori di eventi catastrofici ha come
conseguenza un ulteriore aumento dell’intensità dell’ansia, e
quindi delle sensazioni fisiologiche che, a circolo vizioso,
confermano ed aggravano l’imminenza dell’evento catastrofico
temuto (infarto, pazzia, perdita di controllo, svenimento etc.)...Leggi tutto
Come si curano gli attacchi
di panico?
Gli
attacchi di panico, nelle sue varie forme, sono alquanto
invalidanti e provocano tanta sofferenza. Gli attacchi di
panico, nella maggioranza dei casi, rispondono bene sia
all’approccio psicoterapeutico, soprattutto la psicoterapia
cognitivo comportamentale, considerata trattamento di elezione
dall’ APA (American Psychiatric Association), che
farmacologico; è anche possibile un approccio integrato delle
due terapie. L’approccio farmacologico ( psicofarmaci) anche se
spesso risulta efficace, ha l’inconveniente di “tamponare” i
sintomi lasciando inalterate le vere fonti degli attacchi di
panico inoltre, alla sospensione del farmaco spesso il disturbo
si ripresenta gettando nello sconforto la persona. Gli effetti
collaterali degli psicofarmaci, spesso mal tollerati dal
panicoso, rappresentano un altro inconveniente di questo
approccio. La terapia cognitivo comportamentale, anche se a
breve termine più costosa rispetto ai farmaci, risulta dai dati
scientifici la cura più efficace per il disturbo di
panico....Leggi tutto
A chi rivolgersi?
IL Dr Gaspare Costa -
Psicologo ad
indirizzo Clinico e di Comunità - laureato presso l’Università
degli Studi “La Sapienza” di Roma, Psicoterapeuta Cognitivo
Comportamentale specializzato presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva
diretta dal Dr Francesco Mancini. Svolge attività libero
professionale come Psicologo e Psicoterapeuta nelle provincie di Lucca
(Viareggio, Seravezza, area
Versilia) e Massa Carrara
dove ha maturato esperienza clinica nella diagnosi e nel
trattamento con persone affette da attacchi
di panico e altre problematiche legate all'ansia,
in particolare il trattamento del Disturbo Ossessivo
Compulsivo e la Fobia Sociale negli adulti e nei bambini...Leggi tutto
Help Panico.
Help Panico si prefigge lo
scopo di aiutare chi, direttamente o indirettamente,
ha un problema di attacchi di panico o un disturbo
legato all’ansia. L’iniziativa, promossa dall’
Associazione “Mente Cognitiva”, operante nelle provincie di
Lucca (Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi,
Seravezza) e Massa Carrara, si propone di offrire alle
persone interessate, la competenza di psicologi e
psicoterapeuti ad orientamento cognitivo comportamentale per
una prima consulenza gratuita.
L’iniziativa ha l’obiettivo di far incontrare le persone con
problematiche di attacchi di panico e crisi
d'ansia ansia con i
professionisti della salute mentale (Psicologo,
Psicoterapeuta, Psichiatra) al fine di ampliare le conoscenze
relativa ai sintomi, alle cause, ai fattori di
mantenimento e alla cura del panico...Leggi tutto
Ildisturbo
ossessivo compulsivo(DOC)
è un disturbo d’ansiacaratterizzato
dalla presenza diossessionie/ocompulsioniricorrenti
sufficientemente gravi da assorbire una considerevole quantità
di tempo ( più di un ora al giorno) o causare disagio
significativo o compromissione delle normali attività della
persona; inoltre, nel corso del disturbo, la persona ha
riconosciuto che le ossessioni o le compulsioni sono eccessive
e/o irragionevoli.
Leossessionipossono
presentarsi sotto forma di idee, pensieri, impulsi o immagini
persistenti, vissute comeintrusive
e inappropriate, che in genere si accompagnano adansiao
ad emozioni negative quali paura, vergogna, sensi di colpa,
disgusto etc.
Lecompulsionisonocomportamenti
ripetitivi(come
lavarsi le mani, riordinare, controllare) oazioni
mentali(per es.,
pregare, contare, ripetere mentalmente delle parole) il cui
obbiettivo è quello di prevenire o ridurre l’ansiao
il disagio (causate dalle ossessioni) e non quello di fornire
piacere o gratificazione...
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