DOC: paura di Bestemmiare - Ossessione - Come Guarire? - Psicologo in Toscana e Online - Dr Gaspare Costa - Psicoterapeuta

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Disturbo Ossessivo
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La paura di poter offendere o compiere azioni immorali nel DOC: Sintomi, Cause e Cura

a cura del Dr Gaspare Costa

Il dubbio di offendere involontariamente qualcuno o di mettere in atto contegni inappropriati, come bestemmiare in chiesa, rappresenta una delle modalità con cui il disturbo ossessivo compulsivo può manifestarsi. In genere, i soggetti affetti da questa particolare forma di Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), temono di poter macchiarsi di atti riprovevoli, indecenti, osceni è assolutamente contrari ai propri principi etico morali che, come è bene noto, nell’ossessivo assumo criteri molto rigidi. Questi timori possono  assumere vari contenuti  che dipendono dalla esperienze e dal clima educativo vissuti dal soggetto, alcuni contenuti di questa particolare forma di DOC, ossessioni pure,  possono riguardare:

  • la paura di bestemmiare in chiesa mentre si celebra la messa o mettere in atto comportamenti osceni, blasfemi, sacrileghi in luoghi che richiedono assoluto rispetto;

  • Le ossessioni possono riguardare la paura di poter offendere qualcuno (amici, familiari, colleghi, datore di lavoro, religiosi, autorità etc.) involontariamente, attraverso frasi o gesti che il soggetto pensa di aver detto o fatto  che spesso innescano il dubbio ossessivo circa la propria condotta e la necessità di rassicurarsi.

Queste fisse ossessive, quando vengono innescate da determinati stimoli,  si accompagnano a particolari interpretazioni  che, quasi sempre,  hanno a che fare con la compromissione di scopi personali considerati ineludibili quali l’essere considerati persone moralmente irreprensibili, degne, stimate, rispettose a cui gli ossessivi appaiono particolarmente sensibili.

Il dubbio di aver compromesso, attraverso atti volgari, osceni, perversi ed immorali, questa immagine di persona perfetta e moralmente irreprensibile,  con il rischio di poter essere criticati o giudicati con disprezzo, innesca tutta una serie di emozioni negative come ansia, vergogna e colpa, che l’ossessivo cerca di lenire attraverso tutta una serie di strategie disfunzionali come  le eccessive
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richieste di rassicurazione, controlli mentali finalizzati ad escludere, “con assoluta certezza”, di non aver fatto nulla di disdicevole, evitamenti di situazioni o luoghi ( ad esempio chiese) considerati rischiosi, compulsioni mentali come pregare incessantemente per “riparare” ai presunti atti blasfemi. Queste strategie, pur alleviando momentaneamente il disagio, possono imprigionare il soggetto con Disturbo Ossessivo Compulsivo di questo tipo in una spirale negativa che contribuisce, attraverso una serie di circoli viziosi,  a cronicizzare il problema.Un esempio clinico ci aiuterà ad illustrare meglio questa particolare forma di DOC

Carlo, 33 anni,  ufficiale dell’esercito, sposato senza figli; da circa 6  anni vive costantemente nel timore di poter bestemmiare in chiesa e rivelare a tutti la sua vera natura di uomo “perverso” e “malvagio” quale si considera quando determinati pensieri affiorano nella sua mente. Oltre alla paura di poter bestemmiare in chiesa, Carlo è ossessionato dal timore di poter perdere il controllo durante le importanti manifestazioni militari a cui frequentemente partecipa; questa perdita di controllo è immaginata nel seguente modo:

“mentre partecipo ad un importante parata militare, a cui assistono importanti autorità, mi vedo come se improvvisamente non fossi più padrone di me stesso, inizio ad urlare frasi senza senso, contrarie ai valori militari e religiosi a cui sono stato educato..improvvisamente inizio a perdere il controllo e faccio cose strane , oscene, bizzarre ( mi denudo, urino e defeco in presenza delle autorità, corro come un pazzo urlando) finche dei colleghi,  stupiti dalla mia vera natura, non mi bloccano con la forza e mi consegnano ai sanitari”.

Oltre a queste ossessioni, Carlo ha la costante paura di poter offendere, involontariamente, dei colleghi scrivendo o dicendo delle frasi che possono ferirne l’orgoglio: ad esempio, se deve consegnare un dispaccio ha la paura che possa aver inserito, involontariamente, frasi oscene del tipo “ sei  un cornuto” oppure sei “un ruffiano” diretti a colleghi o superiori; per questa ragione Carlo ha l’esigenza di controllare i dispacci che invia per un numero interminabile di volte finche, esausto, non si convince che non sono presenti frasi “pericolose”. I ripetuti controlli si ripercuotono negativamente sul lavoro di Carlo che spesso subisce le critiche ( proprio quello che vuole evitare!) dei colleghi a causa della sua lentezza.

Recentemente, in occasione di un periodo particolarmente stressante, il pensiero di poter offendere involontariamente qualcuno si è esteso alla maggioranza delle persone  con cui Carlo quotidianamente entra in contatto inasprendo, i controlli mentali e le richieste di rassicurazione fatte alla moglie, per lenire  i sensi di colpa, l’ansia e la vergogna; tutte le volte che interagisce con una persona Carlo ha l’impulso di ricordare, parola per parola, tutte le frasi che ha detto con lo scopo di poter escludere eventuali termini offensivi; egli non sembra più fidarsi della propria memoria. Pur essendo credente, Carlo ha praticamente smesso di recarsi in chiesa per evitare il rischio di poter bestemmiare o mettere in atto comportamenti osceni; durante la  notte passa interminabili ore a pregare per redimersi rispetto ai brutti pensieri che gli passano per la testa.

Come mai Carlo è cosi sensibilizzato rispetto al timore di poter offendere qualcuno o di poter mettere in atto comportamenti considerati immorali? Tutti noi, almeno episodicamente,  abbiamo pensieri come quelli di Carlo ( spesso peggiori!!!) ma non necessariamente, anzi è abbastanza improbabile,  che sviluppiamo un Disturbo Ossessivo Compulsivo. Perche Carlo ha sviluppato un DOC su queste tematiche? Indipendentemente delle varie ipotesi eziologiche che spiegano l’insorgenza del DOC ( neurologiche, psichiatriche, psicologiche etc.) che possono avere fondamento scientifico è utile considerare  il problema da un altro punto di vista, come mai alcune persone sviluppano una tipologia di DOC invece di un’altra?

Ovviamente la risposta a questo interrogativo è tanto affascinante quanto complessa, quello che possiamo evidenziare è come, indipendentemente delle teorie che spiegano il DOC, la tipologia è sicuramente determinata, o, almeno, influenzata, dalla storia di vita del soggetto, dalle sue credenze, dalle esperienze che lo hanno sensibilizzato ed, infine,  dagli scopi che regolano la propria condotta. Una breve descrizione della storia di Carlo può aiutarci a comprendere questo aspetto.

Carlo è il primogenito di una famiglia di militari, il padre è un uomo estremamente severo, particolarmente rigido riguardo la condotta morale e il senso del dovere nei confronti del figlio; la madre, e ancor di più la nonna,  è sempre stata molto religiosa, al limite del bigottismo,  tanto da inculcare a Carlo, fin da bambino, il terrore per il peccato e la punizione ( inferno!!!)  che Dio avrebbe riservato agli impenitenti. In questo clima, Carlo struttura alcune credenze che orienteranno i suoi scopi e quindi la sua vita:

  • pensare a qualcosa di male ( peccato) e tanto grave quanto compiere azioni riprovevole;

  • devo assolutamente controllare i pensieri e le  emozioni negative che non è lecito provare

  • se penso qualcosa di negativo, come offendere qualcuno o bestemmiare, vuol dire che non sono una persona a modo come dovrei essere;

  • cosi come i pensieri cattivi  mi fanno peccare le preghiere mi salvano;

  • se offendo gli altri o bestemmio in chiesa sarò considerato un immorale, meritevole di critiche e disprezzo, deluderò gli altri, tutti mi allontaneranno ed io rimarrò solo;

Considerando queste credenze ( e le conseguenze che ne derivano!!!) è naturale che Carlo non può assolutamente permettersi il “rischio” di poter peccare ma, paradossalmente, è proprio questa assolutezza che determina la frequenza e l’intensità dei pensieri intrusivi alimentando il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

La cura di questa forma di DOC, risponde, da sola o in combinazione  con l’intervento farmacologico, alla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale considerata trattamento d’elezione nella cura Disturbo Ossessivo Compulsivo.  La ricerca scientifica dimostra come le ossessioni pure siano tra le più difficili da trattare richiedendo la messa in atto di strategie specifiche che solo dei professionisti con adeguata formazione ed esperienza possono implementare.

Lo Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale può mettere in atto tutta una serie di interventi mirati alla riduzione della sintomatologia ossessiva che prevedono la “ristrutturazione cognitiva”, un modo di orientare i pensieri in maniera più funzionale, cosi da ammorbidire le credenze che innescano e mantengono il DOC; allo stesso tempo può implementare, con i dovuti accorgimenti, l’Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP) con lo scopo di far sperimentare al paziente la naturale riduzione del disagio ( ansia) innescata dai pensieri ossessivi ed eliminare, gradualmente, l’associazione tra particolari pensieri e l’ansia che ne deriva.

Lo Psicoterapeuta può utilizzare alcuni assunti della cosiddetta Psicoterapia Cognitivo Comportamentale di terza generazione, in particolar modo dell’ACT ( Accptance and Commitment Therapy) che “allenano” il paziente ad accettare, attraverso l’utilizzo di metafore ed esercizi,   i contenuti mentali spiacevoli e, allo stesso tempo, a rendere la propria vita più ricca ed impegnata.

La mia esperienza professionale  con persone affette da Disturbo Ossessivo Compulsivo mi ha convinto, sempre più, della necessità di affrontare il DOC con la massima elasticità possibile scegliendo e/o adattando gli interventi ,che la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale mette a disposizione, in base alle particolari caratteristiche della persona e della tipologia di DOC da trattare. Disturbo Ossessivo Compulsivo: scopri la cura più efficace oppure richiedi un appuntamento al Dr Gaspare Costa

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