Fobia Specifica: Sintomi, Cause e Cura - Psicologo in Toscana e Online - Dr Gaspare Costa - Psicoterapeuta

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Disturbi Legati all'Ansia

Fobia Specifica: Sintomi, Cause e Cura
a cura del Dr Gaspare Costa

Che cosa è la Fobia Specifica?

La Fobia Specifica o Fobia Semplice si caratterizza per l’ansia, la paura, il terrore , che a volte possono  innescare una vera e propria crisi di panico, nei confronti di un particolare oggetto o situazione. L’oggetto della Fobia può riguardare un infinità di cose come, ad esempio, la Fobia di particolari animali  o insetti ( ragni, serpenti,  cani, gatti etc.), la Fobia per eventi naturali (tuoni, fulmini, temporali, etc.),  la Fobia per le ferite, il sangue, le iniezioni, la Fobia Specifica per alcune situazioni particolare ( guidare, viaggiare, attraversare un tunnel o un ponte, volare, mezzi pubblici etc.).

Qualunque sia l’oggetto della paura la persona tende ad evitarlo o, se costretta, a viverlo con una forte ansia che può, in alcuni casi, svilupparsi in un attacco di panico. Le Fobie Specifiche, anche se molto comuni, difficilmente vengono portate all’attenzione dello specialista (Psicologo, Psicoterapeuta, Psichiatra) ed in genere la loro “scoperta” è secondaria al trattamento di qualche altro Disturbo d’Ansia. La Fobia Specifica si pone come problema, più o meno invalidante, quando la sua presenza compromette la qualità della vita della persona.

Se una persona ha la Fobia per un animale molto comune come i cani è probabile che la sua vita sia condizionata negativamente in termini di autonomia, può, ad esempio, evitare i posti dove è più probabile trovare cani (giardini, parchi, particolari strade etc.), uscire in particolari ore della giornata, fare sempre lo stesso percorso, evitare persone che possiedono cani oppure, se costretta, sopportare con forte ansia una situazione in cui sia presente un cane.
Al contrario, Fobie per animali meno comuni, come ad esempio i pavoni, hanno un impatto relativo sulla qualità della vita della persona perché è più raro incontrarli e quindi l’evitamento può riguardare solo situazioni circoscritte come i giardini zoologici. Gli adulti e gli adolescenti sono consapevoli che la loro paura è immotivata, o quantomeno esagerata, e spesso se ne vergognano o la vivo con imbarazzo ( la Fobia crea un ulteriore problema derivante dalla constatazione che non si è in grado di sopportare una cosa considerata normale dalle altre persone creando, in questo modo, ulteriori sentimenti negativi come  autocommiserazione, riduzione dell’autostima, senso di inadeguatezza, svilimento vissuti depressivi etc.) mentre i bambini non sempre hanno questa consapevolezza.

Quali sono le cause della Fobia specifica?

In genere le fobie specifiche esordiscono nell’infanzia è spesso rappresentano reazioni di esperienze “traumatiche” e spaventose che
hanno riguardato il contatto con l’oggetto fobico; se, ad esempio, da bambini si è stati morsi da un cane è probabile che l’esperienza negativa sia, attraverso processi di apprendimento e condizionamento, generalizzata a tutti i cani.

Se il pericolo dei cani e stato generalizzato e registrato come pericoloso allora risulta comprensibile l’attivazione dell’ansia alla vista di questo animale. L’esordio di molte fobie specifiche non sono esplicitamente associate ad esperienze dirette della persona ma possono essere il frutto di un condizionamento vicario che rende possibile l’apprendimento attraverso l’esperienza degli altri.Se, ad esempio, una mamma ( o un'altra persona significativa per il bambino) viene morsa da una cane e subisce dei danni  è probabile che questa esperienza indiretta può innescare, nel bambino, la paura o la Fobia per i cani.

Un’altra via attraverso cui la Fobia Specifica può esordire è rappresentata dal modellamento ( simile all’apprendimento vicario) che consiste nell’apprendimento di alcuni comportamenti attraverso l’”imitazione” dei comportamenti degli altri significativi (modelli). Ritornando al nostro esempio, immaginiamo che la mamma, da bambina, sia stata morsa da una cane e abbia sviluppato una Fobia, è probabile che le credenze della mamma ( i cani sono pericolosi) e i comportamenti ( evitare i cani) possono rappresentare un esempio per il bambino che può evitare di avvicinarsi  ai cani, perché ritenuti pericolosi, senza che abbia esperienza diretta di questi animali.  Alcune fobie sono fisiologiche ( la fobia del buio, dei rumori, degli estranei etc.) e tendono a sparire con la crescita del bambino.

Perché la Fobia Specifica Tende a Cronicizzarsi?

Il fattore di mantenimento più importante della Fobia Specifica è il comportamento di evitamento messo in atto dall’individuo come  risposta alla paura dell’oggetto o della situazione fobica. Nella Fobia Specifica, l’ansia anticipatoria, rispetto all’oggetto fobico temuto, innesca l’evitamento che mantiene il problema attraverso i seguenti circoli viziosi:
  • L’evitamento, almeno nel breve periodo, ha la capacità di ridurre l’ansia. Se, ad esempio, la persona ha la possibilità di evitare il contatto con un animale che suscita paura, almeno temporaneamente, si tranquillizza.
  • L’evitamento dell’oggetto fobico  non permette di smentire le ipotesi di pericolo legate ad esso. Se evito sempre i cani non avrò mai la possibilità di capire quanto siano innocui, dolci e di compagnia.

Cosa  si teme nella Fobico Specifica?

Nella Fobia Specifica si possono temere una serie di pericoli che dipendono dalla specifica paura dell’oggetto
fobico. Nel caso della Fobia
degli animali,  l’ansia può riguardare la paura di venir morsi oppure, nel caso di insetti o animali “viscidi”, di venire a contatto con esseri considerati disgustosi e repellenti. In genere la paura dell’oggetto fobico, anche se irrazionale, riguarda sempre un pericolo per la propria incolumità fisica o psicologica.

Come si cura la Fobia Specifica?

La cura della Fobia Specifica deve innanzitutto far luce sui fattori  d’esordio e  mantenimento del disturbo (cognitivi ed interpersonali) per poi sostituire le strategie di evitamento con forme di esposizione graduale. Le strategie terapeutiche di matrice Cognitivo-Comportamentale si sono rivelate particolarmente efficaci nel ridurre la sintomatologia fobica;  tecniche come l’Esposizione (in vivo o in immaginazione) o la Desensibilizzazione Sistematica,  assicurano, nella maggior parte dei casi, risultati soddisfacenti se non la risoluzione completa della Fobia.
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Dr Gaspare Costa
Cosa teme il Fobico Sociale?

La paura principale per chi soffre di ansia sociale è rappresentata dal danno all’immagine e quindi della vergogna. Il fobico sociale teme di essere inadeguato  rispetto agli altri, di apparire goffo, imbarazzato, ridicolo, imbranato (alla Fantozzi). Se si trova, spesso perché costretto, a relazionarsi con altre persone, il fobico sociale assume un atteggiamento passivo, teme che qualunque cosa dica possa sembrare banale,  spesso evita lo sguardo degli altri. L’emozione principale che caratterizza la fobia sociale, oltre all’ansia, è la vergogna che appunto rappresenta un danno all’immagine o alla auto immagine. Spesso la vergogna è accompagnata dal desiderio di voler scomparire o sprofondare.

Come si cura la Fobia Sociale?

La fobia sociale tende a cronicizzarsi e a persistere nel tempo se non curata, inducendo chi ne soffre ad evitare le attività a cui
vorrebbe, al contrario, partecipare. La cura più efficace per l’ansia sociale è rappresentata dalla Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale che ha il suo fulcro nell’esposizione graduale e sistematica alle situazioni sociali ritenute pericolose. L’inizio della cura secondo la psicoterapia Cognitivo Comportamentale deve, innanzitutto, far luce sui fattori d’esordio e mantenimento del disturbo (cognitivi ed interpersonali) per poi sostituire le strategie di evitamento con forme di esposizione graduale.

La cura si avvale delle strategie terapeutiche di matrice Cognitivo-Comportamentale che si sono rivelate particolarmente efficaci; tecniche come l’esposizione in vivo o in immaginazione, la desensibilizzazione sistematica, tecniche finalizzate a migliorare l’assertività, le abilità sociali, (Training Assertività) il coping, assicurano, nella maggior parte dei casi, risultati soddisfacenti se non la risoluzione completa del disturbo. Le linee guida generali del trattamento cognitivo comportamentale della fobia sociale prevedono le seguenti fasi:


1) ricostruzione dell’evoluzione del disturbo ( in sede di assessment va indagato l’esordio del disturbo fino ad arrivare ad una minuziosa descrizione dello stato del momento;

2) elaborazione del contratto terapeutico il cui contenuto deve prevedere gli obiettivi condivisi, le regole generali della terapia ed accordi di altra natura ( pagamento, durata della seduta, homwork etc.)

3) a partire dalla disamina degli episodi di ansia sociale più recenti va ricostruito lo schema del funzionamento del disturbo. Attraverso questa procedura è possibile condividere con il paziente informazioni circa i fattori che innescano e mantengono la fobia sociale; lo schema rappresenta una specie di “mappa” che può orientare il paziente a capire quello che gli succede e perche nel corso di episodio di ansia sociale. Lo schema ha anche la funzione di “normalizzare” un esperienza, l’ansia sociale, che oltre ad essere vissuta con imbarazzo e vergogna viene spesso interpretata come la “prova” della propria inadeguatezza;

4) individuazione delle credenze errate che innescano e mantengono l’ansia sociale e messa in discussione delle stesse.

5) acquisizione di competenze e tecniche finalizzate a migliorare la gestione dell’ansia (respiro lento, rilassamento muscolare progressivo etc.)

6) esposizione graduale, in immaginazione o in vivo, verso stimoli ritenuti pericolosi (tutti i pensieri, le situazioni e le occasioni in grado di innescare l’ansia sociale e quindi tendenzialmente evitati dall’individuo);

7) prevenzione delle ricadute

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Dr Gaspare Costa
 
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