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Disturbo Ossessivo
Il Protocollo ACT nel Trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo

a cura del Dr Gaspare Costa

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) rappresenta una delle patologie più frequenti ed invalidanti dell'intero panorama psicopatologico; mentre, fino a qualche decennio fa, la cura del DOC sembrava impossibile o, quantomeno ardua, attualmente è considerato un disturbo  curabile grazie all'applicazione di alcuni protocolli derivanti dalla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale e, al parallelo sviluppo dell'approccio farmacologico, che si sono dimostrati efficaci.

Attualmente, la ricerca clinica indirizzata a trovare nuove ed efficaci cure per il Disturbo Ossessivo Compulsivo si è focalizzata sull'approccio ACT, considerata la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale di terza generazione, che sembra molto promettente. Di seguito verrà riportato un estratto delle linee essenziali utilizzato da questo approccio nella terapia del DOC

Il trattamento ACT per Disturbo Ossessivo Compulsivo generalmente include otto fasi:

1. Educare  il paziente  DOC al modello dell’ ACT

La prima fase del trattamento  per il disturbo ossessivo compulsivo è focalizzata  nel rendere comprensibile al paziente la  natura dell’ansia e della sofferenza secondo il modello dell’ACT ( Acceptance and Commitment therapy). In questa prima fase  è necessario spiegare al paziente come  la causa  del disturbo non è l’ansia in se ma, piuttosto,  l’atteggiamento rifiutante e controllante nei confronti dei pensieri ansiogeni.  In questa prima fase, oltre a spiegare i principi che guidano l’ACT si puntualizza il fatto che questo tipo di terapia mira, non tanto ad estinguere  o a ridurre i sintomi, ma a rendere la propria vita più ricca nonostante la presenza del dolore.

2. Sviluppare disperazione creativa

La “disperazione creativa” rappresenta un passo  fondamentale nella cura del DOC con protocollo ACT; durante  questa fase il paziente viene invitato a descrivere tutte le strategie che doc terapia actha utilizzato per far  fronte al disturbo e i risultati che ha ottenuto. La “disperazione creativa” serve a rafforzare e a dare un supporto esperienziale alla prima fase di introduzione all’ACT.  In genere i pazienti descrivono  strategie che hanno come scopo ultimo quello  di sopprimere  le esperienze  interne sgradevoli, come l’evitamento passivo ( cercare di evitare le occasioni in grado innescare le ossessioni e quindi l’ansia)  o metodi più attivi  come le compulsioni.

Riguardo all’efficacia di queste strategie di controllo i pazienti appaiono  consapevoli rispetto al fatto che l’evitamento non solo non funziona ma spesso peggiora la situazione poiché comporta rinunce, fatica, fallimento e spesso demoralizzazione. Questa fase di “disperazione”  è  seguita dalla   componente creativa  rispetto alla possibilità di sperimentare  altre soluzioni in grado di migliorare la qualità della vita. L’ACT è una terapia flessibile finalizzata a rendere la vita più soddisfacente, in questo senso anche l’evitamento esperienziale, se apporta benefici,  può essere legittimata.

3. Chiarire Valori

Secondo l’ACT  i valori rappresentano la bussola che guida gli individui nel corso della propria esistenza, essi non sono mai concretamente raggiungibili ma possono essere perseguiti per tutta la vita attraverso l’impegno in  comportamenti congrui  con tali valori. L’importanza attribuita a valori nel disturbo ossessivo compulsivo, cosi come in altri disturbi, è giustificata dal fatto che spesso  gli individui sono talmente assorbiti nel cercare di sbarazzarsi delle proprie esperienze  interne negative  fino al punto di perdere di vista i veri obiettivi;  questo allontanamento dagli obiettivi contribuisce  ad impoverire ulteriormente la vita di queste persone.   

L’identificazione dei valori costituisce un fase fondamentale nella cura del DOC poiché permette agli individui  di vedere al di là dei sintomi, si potrebbe per esempio chiedere ad un soggetto con disturbo ossessivo compulsivo  che tipo di persona vorrebbe essere, quali valori intende perseguire e quali azioni impegnate intende mettere in atto per raggiungerli. In sostanza, la filosofia che emerge dalla chiarificazione dei valori ha lo scopo di incoraggiare il soggetto a vivere una vita piena nonostante i sintomi.

4. Impegno ad agire

Sostanzialmente l’ACT  si basa su due componenti  fondamentali: l’accettazione e l’impegno; l’accettazione,  cosi  come è intesa dall’ACT, non è sinonimo di tolleranza , tantomeno di rassegnazione, ma, piuttosto, come condizione  per poter  vivere una vita piena ( non necessariamente felice) in armonia con i valori autentici della persona. L’ACT , per la sua piena realizzazione, presuppone dunque, l’impegno attivo del soggetto che cercherà di concretizzare, attraverso azioni impegnate, la scelta dei propri valori. L’impegno ad agire presuppone la messa in atto di comportamenti congrui con i valori scelti per vivere una vita piena e significativa. Per utilizzare una metefora dell’ACT,  i valori rappresentano la bussola che guida la direzione dell’individuo mentre l’azione impegnata è il mezzo attraverso cui questi  valori vengono perseguiti. Se, ad esempio, un soggetto sceglie il valore della solidarietà  può cercare concretamente di vivere in armonia con esso attraverso  il comportamento di volontariato. L’azione impegnata ha anche l’effetto di auto rinforzarsi e distogliere ulteriormente il soggetto dalla paralisi delle ossessioni

5. Sviluppare l’ accettazione

L’accettazione, specie nell’ambito del disturbo  ossessivo compulsivo,  rappresenta il cuore principale dell’ACT;  l’ipotesi contro intuitiva che l’esposizione esperienziale possa  costituire la strategia più efficace per ridurre l’impatto dei sintomi  e vivere una vita piena nonostante la loro presenza è un concetto difficile da far passare specie in chi, affetto dal disturbo ossessivo compulsivo, è abituato a regolare la propria vita  in base a pensieri e all’ansia.

L’idea di fondo consiste nello spiegare ai  pazienti, avvalendosi ad esempio della fase della “disperazione creativa”, che le emozioni e i pensieri non possono essere controllati nonostante gli sforzi, per poi incoraggiarli ad accettare i contenuti di queste esperienze. In questa prospettiva, i pazienti vengono incoraggiati a sperimentare l’ansia e i pensieri senza contrastarli, invitandoli ad assumere un atteggiamento di accettazione e, nello stesso tempo,  invitarli ad impegnarsi in azioni congrue con i propri valori.

6. Focus sul contatto con il momento presente

Uno dei principi fondamentali dell’ACT consiste nel sostenere che spesso le persone vengono imprigionate dai propri pensieri perdendo il contatto con il momento presente; in sostanza, quando le persone sono in preda alle ossessioni non riescono più a vivere il presente. L’ACT insegna, attraverso tecniche di mindfulness,  a liberarsi da questo stato di assorbimento e a prestare attenzione al momento presente. L’attenzione al momento presente consente di aumentare la consapevolezza rispetto a ciò che stanno facendo e, nello stesso tempo, permette un maggior controllo sulla propria vita. Questa capacità si avvale di esercizi di  mindfulness come quella di concentrarsi sul respiro o su altre sensazioni fisiche.

7. Utilizzare defusione cognitiva

La fusione cognitiva  è uno dei concetti chiave dell’approccio ACT; con tale termine ci si riferisce al fatto che le persone più che vedere i pensieri vedono, e quindi interpretano, attraverso i pensieri. Un paziente con disturbo ossessivo compulsivo alle prese con una ossessione da contaminazione, ad esempio “ho toccato una cosa sporca e rischio di contaminarmi”, non riesce a distanziarsi rispetto al fatto che lo sta preoccupando un pensiero ma, egli è completamente “fuso” con il pensiero stesso che assume quindi valenze drammatiche.

L’obiettivo di questa fase è quello di aiutare i pazienti a de fondersi rispetto ai pensieri, a relativizzare i pensieri come contenuti della mente e non come rappresentazione  se stessi. L’ACT possiede molte tecniche in grado di defondere la persona dai propri pensieri, in generale queste tecniche hanno lo scopo di differenziare la persona dal pensiero ad esempio facendogli immaginare di vedere i propri pensieri scritti  su  un monitor o su fogli di carta, oppure facendogli ripetere velocemente una parola fino a quando si perde il significato evocativo della stessa (deletterizzazione), si possono utilizzare anche esercizi in immaginazione come quello di immaginare i propri pensieri che lentamente scorrono su delle foglie trasportate dalla corrente di un fiume.

8. impegnarsi al massimo nei  valori e  nelle azioni

Infine,  l’ACT presuppone  che per poter vivere un vita piena e appagante è  necessario  essere guidati dai valori che si sono scelti e dalle azioni impegnate  in grado di sostenerli.

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