Ansia e Attacchi di Panico nei Bambini di 8, 9, 10, 11, 12 anni: Sintomi, Cause e Cura - Psicologo Massa Carrara e Lucca Dr Gaspare Costa - Psicologo Online

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L'Ansia nei Bambini
Ansia e Attacchi di Panico nei Bambini: Sintomi, Cause e Cura

a cura del Dr Gaspare Costa

L’ansia è un emozione molto comune  nei bambini tanto che la sua presenza, nella maggior parte delle situazione, non solo è considerata normale  ma  rappresenta un valido criterio per stabilire il successo dello sviluppo psicofisiologico del bambino; ad esempio, consideriamo assolutamente normale che un bambino  reagisca con ansia  alla presenza di un estraneo che voglia prenderlo in braccio  ( magari “strappandolo”dalle braccia della mamma), ad eventi naturali come tuoni e fulmini, al buio o a rumori improvvisi.

L’ansia manifestata dal bambino in queste condizioni è sana  poiché interpreta la funzione adattiva per cui questa emozione si è evoluta: dinnanzi ad eventi sconosciuti e potenzialmente pericolosi le manifestazioni dell’ansia (pianto, urla, agitazione etc.) hanno la funzione di richiamare l’attenzione dell’adulto che, in questo modo, può “proteggerlo” e rassicurarlo.

Se la presenza di ansia nel bambino è considerata normale  per alcune condizioni o stadi di sviluppo, quali sono invece i segnali che ci possono far pensare alla presenza di un disturbo d’ansia? Quali sono i sintomi le cause e la cura degli attacchi di panico nei Bambini? In linea generale, il confine tra "normalità" e "patologia" riferita all'ansia nei  bambini può essere demarcata seguendo alcuni criteri come la fase evolutiva in cui alcune manifestazioni ansiose sono considerate normali (ansia di separazione, paura del buio, dei tuoni, dei fantasmi, di particolari animali etc.),  l'intensità e la frequenza con cui si manifesta ( paura, terrore, attacco di panico, GAD etc.) e la compromissione della qualità della vita del bambino/bambina (isolamento, difficoltà scolastiche, interferenza con le attività ludiche e  le normali esperienze etc,).

  • Rispetto al primo criterio è logico, pur tenendo presente che ogni bambino ha i propri tempi di sviluppo evolutivo che possono essere influenzati anche dal contesto familiare e/o sociale,  aspettarsi reazioni ansiose in relazione  a situazione o eventi ( separazione dai genitori, paura dagli estranei,  buio, eventi naturali, vista di alcuni animali etc.) in fanciulli di pochi anni mentre si manifesta perplessità o preoccupazioni se le stesse reazioni persistono in bambini di 8, 9, 10, 11, 12 anni.
  • Anche la frequenza e l'intensità dell'ansia sono criteri da tenere in grande considerazione, la maggioranza dei bambini possono manifestare ansia per situazioni inusuali o sconosciute come andare per la prima volta da soli in campeggio o assistere ad un forte temporale ma se la reazione emotiva  a questi eventi è eccessiva ed immotivata, tanto da poter assumere la forma di attacchi di panico, reazioni rabbiose e/o  comportamenti  di evitamento, allora possiamo ipotizzare la presenza di un disturbo d'ansia e consultare uno specialista.

  • l terzo punto, la compromissione della qualità della vita del bambino rappresenta, con ogni probabilità, il criterio di valutazione più importante che si accompagna ad un disturbo d'ansia; l'ansia patologica  può ripercuotesi negativamente  su tutta una serie di aspetti (socializzazione, attività ludica, difficoltà scolastiche, isolamento etc.) che, a circolo vizioso, impedendo le normali esperienze del fanciullo, alimentano il problema.

Disturbo da Attacchi di Panico nei bambini

L'attacco di panico si caratterizza per la manifestazione di brevi episodi di ansia acuta (circa 10 minuti) che possono arrivare ad assumere le caratteristiche di un vero e proprio stato di terrore; durante l'attacco di panico l'individuo può temere di morire, perdere il controllo, avere un infarto oppure svenire (approfondisci).  Durante un attacco di panico si possono manifestare i seguenti sintomi:
Vedi Tab.1
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Manifestazioni Somatiche
Manifestazioni Psicosensoriali
Manifestazioni Soggettive
Manifestazioni Comportamentali
Sensazione di caldo o di freddo
Derealizzazione/depersonalizzazione
Sensazione di annientamento
Mantenimento dell’autocontrollo
Dolore precordiale, oppressione toracica, sensazione di soffocare
Variazioni dell' intensità luminosa
Sensazione di catastrofe imminente
Interruzione delle attività svolte
Sensazioni vertiginose, nausea, crampi e dolori addominali, parestesie
Variazioni dell' intensità uditiva
Paura di morire, paura di perdere il controllo
Fuga dal luogo o dalla situazione
Cefalea, tachicardia, sudorazione, polipnea, inspirazioni forzate



Aumento PA  sistolica, tremori, ipertermia, pollachiuria, diarrea




Mentre gli adulti e gli adolescenti sono consapevoli delle "credenze disfunzionali" che sottostanno agli attacchi di panico nei bambini più piccoli  di 8, 9, 10, 11 anni questa consapevolezza può non essere presente o difficilmente accessibile agli adulti.  I bambini più piccoli possono
manifestare difficoltà nell' esprimere  cosa li spaventa o che cosa  temono possa succedere durante un attacco di panico, questa caratteristica richiede particolari accorgimenti nell'indagine diagnostica da parte dello specialista.


I bambini più piccoli, a differenza degli adolescenti e degli adulti, nel corso dell'attacco di panico manifestano sintomi perlopiù fisici (dolori addominali, cefalea, tremori, sensazione di soffocare, "crisi respiratorie" etc.) oppure agitazione o rabbia incontrollata. Considerando queste peculiarità, prima di poter diagnosticare un Disturbo di Panico ( se gli attacchi di panico si ripetono in un periodo definito) nel bambino è necessario escludere  tutte le altre ipotesi di natura medica.
 

Gli attacchi di panico nei bambini, cosi come negli adulti,  possono presentarsi inaspettatamente, a ciel sereno, senza apparente motivo oppure essere legati a situazioni particolari come luoghi o eventi, in questo caso occorre discriminare tra attacchi di panico e altri disturbi d'ansia come la fobia specifica e la fobia sociale.

Qualsiasi sia il corteo sintomatologico o l'innesco,  gli attacchi di panico hanno un impatto potenzialmente devastante sul bambino tanto da richiedere un intervento specialistico celere ed efficace in grado di ripristinare la fiducia e la serenità del fanciullo; il bambino che soffre di attacchi di panico può apparire perennemente preoccupato per il timore che l'attacco di panico possa ripresentarsi (la paura della paura), ricerca continuamente la rassicurazione dei genitore,  può apparire inibito, poco incline a fare le normali esperienze che fanno i  coetanei,  nei casi estremi può rifiutarsi di andare a scuola manifestando disagi fisici ( mal di pancia, cefalee, nausea etc.) o preoccupazione vaghe ( come  il timore che possa succedere qualcosa di brutto a se stesso o ai genitori), in alcuni casi può addirittura  rifiutarsi di uscire di casa.
 

Le Cause degli Attacchi di Panico nei Bambini

Risulta davvero difficile poter  identificare un singola causa  responsabile dell'innesco dell'attacco di panico,  è molto probabile  che esistano più cause  che concorrono  a determinare l'esordio ed il mantenimento del disturbo di panico nel bambino, tra questi  la "vulnerbilità  temperamentale e gli  eventi stressanti possono sicuramente concorrere all'esordio del disturbo.

1) La "vulnerabilità" temperamentale consistente, in linea generale,  nella predisposizione biologica,  più o meno accentuata,  ad andare incontro a disturbi correlati all'ansia; in sostanza, bambini affetti da attacchi di panico o altre forme d'ansia hanno, con maggiore probabilità, parenti prossimi affetti dallo stesso disturbo.  La "vulnerabilità" non comporta che l'individuo manifesterà sicuramente un disturbo d'ansia, semplicemente egli  è più sensibile a leggere in termini  catastrofici  le sensazioni somatiche, innocue e transitorie, prodotte dall'ansia, affinché si possa innescare un attacco di panico occorrono altre condizioni come ad esempio la presenza di uno o più eventi stressanti significativi.


2) Lo stress può essere sia di tipo fisico dovuto, ad esempio, a malattie invalidanti o ad ospedalizzazione  che psicologico come nel caso di lutti, separazione dei genitori, divorzio dei genitori, nascita di un fratello, difficoltà scolastiche e altre situazioni. Cosi come per l'adulto anche per il bambino l'impatto dell'evento dipende dalla valutazione soggettiva oltre che dalla capacità dell'ambiente familiare di ammortizzare la "pericolosita" dello stress.

Lo stress fisico, ed in particolare l'ospedalizzazione per lungo tempo, può rappresentare una condizione a rischio poiché il bambino, a differenza dell'adulto,  non ha gli strumenti cognitivi per comprendere la nuova situazione che lo vede in un ambiente sconosciuto, lontano dai luoghi e dalle persone a lui familiari. Lo stress di natura psicologica può essere lagato alla perdità di affetti, come ad esempio la morte di un nonno o di un genitore, o a transizioni di ruoli come, ad esempio, il passaggio dalle scuola elementare alle medie o la nascita di un fratellino.

Queste transizioni di ruolo avendo a che fare con scenari sconosciuti possono determinare nel bambino un aumento di sensazioni somatiche legate all'ansia che a loro volta spaventandolo inducono a circolo vizioso l'attacco di panico. Stress di questo tipo spesso precedono il primo attacco di panico anche se l'individuo, a maggior ragione il bambino,  spesso non collega direttamente i due eventi. Il clinico, durante l'indagine diagnostica, deve porre assoluta attenzione  sia nel ricercare eventi potenzialmente stressanti che, soprattutto, nel valutare l'impatto che questi hanno avuto sul fanciullo.
 
La cura del Disturbo di Panico nei Bambini

La diagnosi del  Disturbo da  Attacchi di Panico nel bambino pone l'urgenza di un intervento clinico efficace che sia in grado di comprendere  la natura del problema ed affrontarlo, naturalmente in sinergia con i genitori,   con strumenti  clinici "tarati" con l'età del fanciullo.  E' risaputo comela letteratura scientifica individui nella psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT)  e nell' approccio farmacologico i trattamenti più efficaci per la cura degliattacchi di panico e  altri disturbi legati all'ansia;  esistono numerosissime ricerche che comprovano come questi due approcci  rappresentano la soluzione migliore per "liberarsi" dal panico anche se  la stragrande maggioranza di questi dati hanno come oggetto adulti e non bambini.

Il protocollo cognitivo comportamentale  classico  per la cura dell'attacco di panico normalmente risulta molto efficace (più degli psicofarmaci) ma esso  a volte può non essere indicato per bambini molto piccoli anche se esistono protocolli  di matrice cognitivo comportamentali specifici per bambini che coinvolgono anche i genitori. Per quanto riguarda l'uso degli psicofarmaci  nella cura dei bambini, almeno che sia a breve termine e per situazioni particolarmente complesse, sembra lecito nutrire delle perplessità o, quanto meno,  stimolare una riflessione circa l'opportunità di questa strategia  considerando sia gli effetti collaterali che l'alta percentuale di ricaduta alla sospensione del farmaco.

Una soluzione sicuramente efficace, secondo il mio parere,  è rappresentata dell' integrazione della  CBT classica con la GBT di terza generazione che apporta delle strategie come l'utilizzo di metafore nell'Acceptance end Commitment Therapy (ACT) e le tecniche di meditazione  a cui si ispira la Mindfulness, molto più accettabili per i bambini rispetto ad esempio all'Esposizione con Prevenzione della Risposta (EPR).

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Dr Gaspare Costa
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