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Il DOC da Pulizia: Sintomi, Causa e Cura

A cura del Dr Gaspare Costa

Descrizione
L'ossessione per le pulizie di casa può rientrare  nelle manifestazioni del Disturbo Ossessivo Compulsivo ( DOC). Affinche si parli di DOC da pulizia  è necessario che vengano soddifatti alcuni criteri come ad esempio, la presenza di pensieri intrusi (ossessioni) riguardanti la pulizia della casa, un forte stato di ansia o disagio  correlata all'impossibilità di effettuarle socondo i propri standard,  la presenza di compulsioni (rituali) che,  generalmente , si manifestano in una irrefrenabile attività di pulizia. Il Disturbo  ha una ripercussione sulla qualità della vita della persona ( e dei familiari) compromettendone la sfera affettiva, relazionale, lavorativa.

Il caso Sara, la stakanovista delle pulizie domestiche

Sara è una donna di 31 anni, sposata con un figlio di 3, occasionalmente, quando le manie per le pulizie le danno tregua,   lavora come segretaria presso l'azienda di famiglia. Sara si presenta per un colloquio  perche stremata  ed  esasperata a causa dei rituali di pulizia  che la occupano per gran parte della giornata.  Sara descrive la sua giornata tipo in questo modo: "Mi sveglio alle 5,00  e subito ho il pensiero fisso di dover pulire casa, non faccio colazione per non sporcare la cucina,  mi faccio la doccia e poi, in attesa che marito e figlio si sveglino, inizio a pulire le stanze vuote". Come si nota,  l'ossessione di dover pulire casa si presenta appena sveglia ed assume un carattere intrusivo a cui segue l'ansia e la messa in atto dei tipici rituali compulsivi finalizzati a lenirla.

Quando marito e figlio si alzano ( il marito accompagna il figlio all'asilo) devono rispettare delle "indicazioni" appositamente studiate da Sara è  finalizzate ad agevolarle il lavoro di pulizia: "Marco e Giulio devono seguire un percorso ben preciso per sporcare il  meno possibile,  hanno un "protocollo"  per l'utilizzo  del bagno e delle regole per la colazione
che, nella maggior parte delle volte, viene consumata fuori". Non appena rimasta sola Sara inizia i suoi rituali di pulizia; per ridurre l'ansia è necessario che le faccende vanno fatte sempre allo stesso modo, nello stesso ordine e sempre con scrupolosa attenzione ai paricolari. Ogni giorno pulisce i lampadari, le cornici dei quadri, le listelle delle persiane ( una da una), i vetri di tutta la casa, spolvera tutti i soprammobili e ripristina, sempre nello stesso ordine, armadi e cassetti.  Per complerare il rituale della pulizia della casa a Sara occorono quasi 5 ore di estenuante lavoro che la lascia stremata.

Profilo interno del DOC da Pulizia

Le ossessioni.  La mania per la pulizia della casa di fatto è innescatta da ossessioni (pensieri, immagini, impulsi etc.) che assumono il carattere di pensieri intrusivi, ovvero si presentano nonostante la volonta della persona di resistegli. La comparsa di queste "fisse" si associa ad uno stato di forte ansia di cui la persona sente l'urgenza di sbarazzarsene. L'ansia associata alle ossessioni è infatti valutata sia in termini pericolosità/insopportabilità ("Potrei impazzire, perdere il controllo..avere un infarto" etc.) che di perseveranza, ovvero la persona è convinta che se  non pone rimedio attraverso i rituali compulsivi l'ansia è destinata a durare in eterno.

Le ossessioni per la pulizia della casa sono, nella stragante maggioranza dei casi,  percepite come ego-distoniche (ovvero valutate come esagerate , eccessive); in sostanza, la persona si rende conto della loro disfunzionalità ma, nonostante questa consapevolezza, non riesce ne ad arginarle ne ad opporsi incrementando di fatto la sofferenza ( problema secondario).

Le compulsioni. Le compulsioni o rituali di pulizia rappresentano l'altro lato della medaglia del Disturbo Ossessivo Compulsivo,  la loro funzione è quella di ridurre i livelli di ansia associate alle ossessioni attraverso la messa in atto comportamenti di "neutralizzazione"; in altre parole, l'ansia dovuta all'ossessione della pulizia può essere lenita  ( in maniera momentanea) attraverso i rituali di pulizia.  Le compulsioni hanno dunque alcune caratteristiche particolari:

  • sono "obbligati", la loro emissione è finalizzata esclusivamente a neutralizzare l'ansia e non procurano piacere o soddisfazione;
  • richiedono una considerevole quantita di tempo ed energia, spesso la persona pone fine ai rituali non tanto per aver raggiunto gli standard prefissati ma per sfinimento;
  • con il tempo diventano sempre più articolati e complessi tanto che la persona non è più in grado di soddisfarli se non a prezzo di annullarsi;
  • riducono temporaneamente l'ansia ma nel medio e lungo periodo cronicizzano il DOC
  • compromettono la qualità della vita della persona e dei familiari

Soppressione ed evitamento. L'efficace "Modello Cognitivo del DOC sviluppato da F. Mancini e A. Gragnani (2001) si presta molto bene a spiegare i comportamenti di soppressione e di evitamento di Sara.  In sintesi, il modello si basa su 5 step che prevedono due valutazioni di minaccia: nel caso di Sara la prima minaccia è rappresentata dal pensiero intrusivo "avere la casa sporca" che ella cerca di neutralizzare  attraverso il ricorso al rituale di pulizia mentre, la seconda minaccia, è rappresentata proprio dalla valutazione in termini critici  che Sarà dà del rituale " Ma che faccio...mi sto rovinando la vita, diventero pazza!".

L'eccessivo costo (in termini di fatica, emozioni,  rinunce etc.) percepito da Sara in relazione ai rituali di pulizia della casa da vita ad un insprimento dei comportamenti di evitamento come, ad esempio, la rinuncia a cucinare, l'uso di un solo bagno,  il divieto di entrare
in alcune stanze,  l'obbligo di usare particolari accorgimenti (togliersi le scarpe prima di entrare in casa, non toccare nulla prima di essersi lavati, cambiarsi gli abiti etc.). Paradossalmente, tutti questi accorgimenti finalizzati ad evitare gli estenuanti rituali di pulizia, rendono la casa più simile ad una sala operatoria che ad un luogo caldo ed accogliente.

Gli evitamenti non si limitano solo alle precauzioni elencate, ma possono riguardare anche il divieto di "ospitare" persone compromettendo, in questo modo,  anche la sfera sociale. Sara non gradisce gente in casa poichè  la loro presenza rapprenta una doppia minaccia: da una parte teme la contaminazione dello sporco (rupofobia) mentre dall'altra teme di essere giudicata come fuori di testa.

Cosa cè in gioco nel DOC da pulizia?

La mania per la pulizia della casa, quando soddisfa i criteri del DOC,  compromette pesantemente la qualita della persona affetta e quella dei familiari. Considerati gli elevati costi del disturbo possiamo chiederci cos'è che spinge Sara a perseverare?  Quali sono gli scopi in gioco che la sintomatologia del DOC tenda di preservare?  Nel raccolta delle informazioni sulla storia di vita emerge come Sara sia cresciuta in un  ambiente rigido, quasi anaffettivo,  estremamente preoccupato di quello che la gente poteva pensare.  Sara cresce in una famiglia allargata dominata da una nonna despota che la bombarda di "credenze" di questo tipo: "Nessuno ti prenderà mai se non ti comporti in un certo modo...devi essere scrupolosa, responsabile,  dedita alla casa....altrimenti gli altri ti giudicheranno male e rimarrai tutta la vita triste e sola come è successo a tua madre".
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La minaccia di poter essere giudicata negativamente e passare la vita da sola spinge Sara a sposare appieno le indicazioni della nonna diventando da subito una bambina doverizzata molto sensibile all'ordine e alla pulizia. Si può notare come il contenuto ossessivo è fin dall'inizio legato a "credenze" che compromettono scopi importanti come quelli della "buona immagine" e, sopratutto della "amabilità" ( Catelfranchi);l'ossessione per la  pulizia, per quanto costosa, potrebbe avere dunque la funzione di preservare scopi terminali fondamentali. E' ormai consolidato che il DOC è un disturbo  ad eziologia complessa dove convergono fattori genetici, biologici, ambientali e cognitivi. L'aspetto cognitivo ha un rilievo assoluto poiche le "credenze" ed il significato che si dà al mondo e all'esperienza determinà, con ogni probabilità, sia la tipologia che i meccanismi di innesco e mantenimento.

Come si cura l'ossessione per la pulizia?

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo incentrata  sull'ordine e la pulizia risponde molto bene alla psicoterapia cognitivo comportamentale classica incentrata sulla Esposizione con Prevenzione della Risposta (EPR). La cura di questa forma di DOC prevede tutta una serie di passaggi che hanno lo scopo sia  di  ristrutturare le credenze disfunzionali che stanno a monte che di demolire gli scenari catastrofici ( in sostanza, quello che le persone pensano possa succedere se non si mettono in atto i rituali)a valle. L'EPR prevede la costruzione condivisa di una scala gerarchica di stituazioni ansiogene in ordine crescente  a cui l'individuo, dopo un lavoro preliminare di psicoeducazione,  dovrà esporsi rinunciando ai rituali e comportamenti protettivi che normalmente mette in atto per ridurre l'ansia.

L'ERP, che garantisce fino al 70 -80% di successo,  si basa sul principio della "Curva di Abituazione dell'Ansia" secondo il quale l'ansia (ma anche le altre emozioni) generata da uno stimolo/situazione ansiogena si riduce gradualmente e naturalmente  nel giro massimo di qualche decina di minuti. Esposizioni costanti  alla  stessa situazione riducono drasticamente l'intensità dell'ansia fino all'estinzione.
Quando una situazione non è più in grado di evocare l'ansia o essa diventa marginale si passa alla situazione successiva e cosi via. Bisogna sottolineare che nel DOC da pulizia l'EPR va implementata a casa della persona poichè ,molto spesso , lo "sporco" esterno  non produce ansia. Disturbo Ossessivo Compulsivo: scopri la cura più efficace oppure richiedi un appuntamento al Dr Gaspare Costa

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