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L'Ansia e la Salute

Psicoterapia Cognitivo Comportamentale - Informazioni Generali e Prove di Efficacia

Fonte.
Da: Treatment Plans and Interventions for Depression and anxiety Disorders by Robert L.Leahyand Stephen J. Holland. Copyright 2000 by Robert L. Leahy and Stephen J. Holland.rad. It. Gaia Vincenzi

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale  è attualmente considerata a livello internazionale uno dei più affidabili ed efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicopatologici. Tale approccio postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti evidenziando come i problemi emotivi siano in gran parte il prodotto di credenze disfunzionali che si mantengono nel tempo, a dispetto della sofferenza che il paziente sperimenta e delle possibilità ed opportunità di cambiarle, a causa dei meccanismi di mantenimento.

La teoria di fondo, sottolinea l'importanza delle distorsioni cognitive e della rappresentazione soggettiva della realtà nell'origine e nel mantenimento dei disturbi emotivi e comportamentali. Ciò implica che, non sarebbero gli eventi a creare e mantenere i problemi psicologici, emotivi e di comportamento, ma questi verrebbero piuttosto largamente influenzati dalle strutture e costruzioni cognitive dell'individuo (assunto già condiviso aitempi del filosofo stoico Epitteto).
La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) si propone, di conseguenza, di aiutare i pazienti ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento e d'interpretazione della realtà, al fine di sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali. La CBT ha assunto il ruolo di trattamento d'elezione per i disturbi d'ansia, così come attestano recenti documenti diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Che cosa è La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale?*

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una terapia breve che agisce in un ampio raggio di problemi psicologici, come la depressione, l’ansia, la rabbia, i conflitti coniugali, le paure e l’abuso/dipendenza da sostanze.
Il focus della terapia è incentrato su come pensi, agisci, comunichi oggi piuttosto che sulle esperienze dell’infanzia. Numerosi studi hanno dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale funziona con efficacia per la depressione, l’ansia, gli attacchi di panico, le ossessioni e altre paure. Inoltre, dal momento che il paziente apprende ad auto-aiutarsi, diviene abile nel mantenere i miglioramenti acquisiti durante la terapia anche dopo la fine di questa.

Valutazione dei Pazienti

Quando si comincia una psicoterapia cognitivo- comportamentale, il terapeuta chiede di compilare alcuni questionari che servono per valutare il range di sintomi e problemi. Questi strumenti valutano la depressione, l’ansia, la rabbia, le paure, i disturbi fisici, la personalità e lo stile relazionale. Lo scopo di questa valutazione è quello di acquisire più informazioni possibili su come sta il paziente, così da comprendere velocemente quali problemi abbia (o non abbia) e quanto gravi questi siano.

Programmazione della Terapia

Paziente e terapeuta lavorano insieme per sviluppare un programma terapeutico. Questo include la frequenza degli incontri, la rilevanza di assumere farmaci o no: la diagnosi; gli obiettivi; l’acquisizione di competenze mirate; i cambiamenti che sono richiesti per modificare il modo in cui il paziente pensa, si comporta e comunica ed altri.

Come sono organizzate le sedute?

Alcune psicoterapie hanno un andamento della seduta non strutturato, mentre la terapia cognitivo- comportamentale prevede che all’inizio di ogni incontro paziente e terapeuta decidano un ordine del giorno che contenga le cosa fare. Tale “agenda” può includere la revisione delle cose dette nelle precedenti sedute, i compiti, uno o due e problemi contingenti, una revisione finale di quanto appreso nella seduta attuale e i compiti per la settimana successiva. Lo scopo è quello di risolvere i problemi e non di lamentarsi solo di essi.

Compiti di Auto Aiuto

Esattamente come richiesto dal un personal trainer in palestra, la terapia cognitivo- comportamentale richiede che si faccia esercizio anche in mancanza del terapeuta. Ciò che si apprende nella terapia è ciò che occorre che si possieda e che diventi proprio al di fuori della terapia. Ricerche hanno dimostrato che i pazienti che svolgono a casa i compiti dati in seduta raggiungono i risultati più in fretta e li mantengono più a lungo di chi non lo fa. I compiti di auto-aiuto possono includere il monitoraggio dell’andamento del proprio umore, dei propri pensieri e dei propri comportamenti; l’elenco delle attività svolte; la raccolta di informazioni; il cambiamento del modo in cui si comunica con gli altri e altri compiti

I miei problemi dipendono dall'infanzia?

Parte dei problemi che uno sente di avere possono essere dovuti ai propri genitori, ai propri fratelli e ai coetanei con cui si è interagito ma la soluzione ai problemi risiede in cosa stai pensando e facendo oggi.Tuttavia, con molti dei problemi può sembrare utile in qualche momento rivedere la loro causa iniziale così da capire come poter modificare il modo in cui attualmente si pensa ad essi.

I miei problemi sono dovuti a fattori bio-chimici?

Parte dei problemi che uno sente possono essere dovuti a fattori diordine bio-chimico ma molti altri fattori, come il modo in cui si pensa,
ci si comporta, altre cose a questi elementi correlati, così come gli eventi passati ed attuali, sono importanti. L’uso della psicoterapia cognitivo comportamentale non esclude l’utilizzo di farmaci. Per molti disordini psichiatrici esiste una considerevole evidenza che la psicoterapia cognitivo comportamentale è efficace tanto quanto una terapia farmacologica.

Per livelli di depressione e di ansia molto seri, si considera comunque opportuno associare alla psicoterapia una terapia farmacologica. Un vantaggio dell’approccio cognitivo-comportamentale risiede nel fatto che il paziente apprende a risolvere da solo i propri problemi.


Come si fa a sapere se sto migliorando?

Paziente e terapeuta identificano insieme degli obiettivi specifici all’inizio della terapia e questi obiettivi possono essere modificati in itinere. Così, il paziente può valutare se si sta sentendo meno depresso, meno ansioso, meno arrabbiato. Il paziente si può sentire libero di dare dei feedback al terapeuta relativi al proprio progresso. Tali feedback sono utili per concettualizzare cosa sta funzionando e cosa no.

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale è efficace?


Da un’attenta analisi delle linee-guida stilate dall’American Psychiatric Association (Practice Guidelines) consultabili al sito http://www.psych.org/psych_pract/treatg/pg/prac_guide.cfm  emerge che la psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, con le sue diverse tecniche e strategie, rappresenta ad oggi  trattamento di prima linea, la terapia da consigliare al paziente come primo ed elettivo intervento, per molti disturbi psichiatrici (segue tabella sintetica con le indiciazioni alla CBT nelle linee-guida APA).
È d’obbligo, d'altronde, ricordare che l’assenza di alcune psicoterapie dall’elenco dei trattamenti raccomandati non significa necessariamente che non funzionano, ma può, ad esempio, derivare dalla mancanza o scarsità di ricerche rigorose condotte per valutarne l’efficacia (evidence-based).
Dott.ssa Teresa Cosentino
Socio Ordinario SITCC Lazio


LINEE-GUIDA DELL’AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION (APA) PER IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI PSICHIATRICI

Nella tabella di seguito sono indicati i singoli disturbi per i quali l’APA consiglia l’impiego della Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), con relativo livello di raccomandazione. In particolare, vengono distinti tre livelli:
- [I] trattamento raccomandato con solida fiducia clinica;
- [II] trattamento raccomandato con moderata fiducia clinica;
- [III] trattamento che può essere raccomandato sulla base delle circostanze individuali.


Fonte

Da: Treatment Plans and Interventions for Depression and anxiety Disorders by Robert L.Leahyand Stephen J. Holland. Copyright 2000 by Robert L. Leahy and Stephen J. Holland.rad. It. Gaia Vincenzi
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Disturbo

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Livello di raccomandazione per l’impiego della CBT

Abuso di sostanze
(nicotina, alcool, cocaina, oppiacei)
Practice Guideline 2006
Guideline Watch 2007
I scelta associata ai farmaci
Comportamenti Suicidari
Practice Guideline 2003
II scelta (per pazienti con depressione maggiore) associata ai farmaci
Depressione Maggiore
Practice Guideline 2000
Guideline Watch 2005
I scelta con o senza associazione di farmaci
Disturbi Alimentari
Practice Guideline 2006
I scelta (per bulimia nervosa o disturbo da alimentazione incontrollata)
II scelta (per adulti con anoressia nervosa che hanno ripreso peso)
Disturbo Bipolare
Practice Guideline 2002
Guideline Watch 2005
II scelta associata ai farmaci
Disturbo Borderline di personalità
Practice Guideline 2001
Guideline Watch 2005
II scelta associata ai farmaci
Disturbo da stress acuto
e
Disturbo da stress post-traumatico
Practice Guideline 2004
I scelta (per disturbo da stress post-traumatico)
II scelta (per disturbo da stress acuto) con o senza associazione di farmaci
Disturbo di Panico
Practice Guideline 1998
Guideline Watch 2006
I scelta con o senza associazione di farmaci
Disturbo Ossessivo Compulsivo
Practice Guideline 2007
I scelta con o senza associazione di farmaci
HIV/AIDS
Guideline Watch 2006
II scelta associata ai farmaci
Schizofrenia
Practice Guideline 2004
II scelta (fase di stabilizzazione e fase stabile) associata ai farmaci
 
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