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Attacco di Panico, Sintomi Fisici
A cura del Dr Gaspare Costa
12/09/2017

Un Attacco di panico può essere definito come un episodio di ansia acuta, dalla durata di circa 10 minuti, la cui intensità dei sintomi fisici e psicologici genera vissuti di angoscia fino a produrre uno stato di vero e proprio terrore  legato  alla paura di poter morire, avere un infarto, svenire, perdere il controllo. I sintomi fisici dell'attacco di panico, o meglio la loro interpretazione, costituiscono una delle cause principali dell'angoscia del panicoso  poiché alla loro presenza sono associati gli scenari catastrofici menzionati prima; inoltre, la presenza dei sintomi fisici genera tutta una serie di circoli viziosi che culmina nell'escalation dell'ansia che conduce agli attacchi di panico.
In questa sede cercheremo di descrivere:

1) il legame tra attacco di panico e sintomi fisici, ovvero di come si generano gli attacchi di panico a partire da sensazione somatiche  innocue prodotte dall'ansia o altre emozione come, ad esempio, la rabbia;

2) La correlazione tra il timore che possa succedere qualcosa di terribile durante un attacco di panico e specifici sintomi fisici, in altre parole cercheremo di capire quali sono le sensazioni fisiche che fanno temere un infarto piuttosto che uno svenimento o la perdita di controllo.

Come si genera un  attacco di panico a partire dai sintomi fisici?

Partiamo dal presupposto che un attacco di panico è il  prodotto dall'interpretazione catastrofica  di sensazioni somatiche  innocue prodotte dall'ansia ( Wells) che si alimentano a circolo vizioso, per chiarire meglio esponiamo un esempio.

Laura è una ragazza di 26 anni, studentessa in legge, vive con i genitori ed il fratello minore, da circa tre mesi, quando ha avuto il primo attacco di panico,  è terrorizzata di poter rivivere quella esperienza terribile in cui ha creduto di poter aver un infarto e morire; per proteggersi dalla paura della paura evita tutti i luoghi e le situazioni che valuta come pericolosi come le file, l'autostrada, gli spazi aperti e i luoghi affollati.

Un giorno, Laura  è costretta a recarsi alla segreteria dell'università per ritirare un modulo necessario  per l'imminente discussione della tesi di laurea, arrivata in segreteria, già con una elevata ansia anticipatoria,  si accorge che c'è una lunga fila che acuisce il suo senso di angoscia e di pericolo.

Laura, sentendosi minacciata da un possibile attacco di panico pone attenzione ai sintomi fisici che registra all'interno del suo corpo, in particolare viene allarmata dalla tachicardia che associa all'infarto; accortasi che il suo cuore batte più velocemente la ragazza inizia a pensare che è davvero in pericolo e quindi aumenta il suo stato di allarme e l'ansia in circolo che, a cascata, aumenta l'intensità della tachicardia e la produzione di altri sintomi fisici ( sudorazione, vampate di caldo o freddo, formicolii alle mani, parestesie etc.) che alimenteranno la probabilità che si verifichi un attacco di panico.

Laura, leggerà questa intensificazione delle sensazioni somatiche  come prova dell'imminenza di un attacco di cuore che potrebbe essere fatale, questo pericolo incombente da via alla risposta di "attacco o fuga" che consiste in una reazione fisiologica e naturale dell'organismo finalizzata a fronteggiare un pericolo che mette a repentaglio l'incolumità  fisica dell'individuo. L'innesco della risposta di "attacco o fuga" esaspera ancora di più i sintomi fisici finché Laura si trova a dover scegliere tra due opzioni: o allontanarsi dalla situazione temuta o andare incontro ad un attacco di panico.

Come si può dedurre, la relazione tra attacco di panico e  sensazioni corporee è molto forte,  i sintomi fisici sono infatti delle informazioni che l'individuo panicoso interpreta come conferma dell'imminente catastrofe (infarto, svenimento, perdita di controllo, soffocamento etc.); i sintomi fisici dell'attacco di panico in realtà sono totalmente innocui per la salute dell'individuo, il problema consiste nel fatto che i vissuti di pericolo grave ed imminente, anche se falsi, innescano  la reazione corporea di "Attacco o Fuga" che produce tutta una serie di modificazioni fisiologiche estreme (tachicardia, sudorazione, vampate di caldo o di freddo, vista a "tunnel" etc.)  che, in assenza di un vero pericolo, collassano dando vita all'esperienza terrorizzante dell'attacco di panico.

Il secondo punto che vogliamo brevemente chiarire  è la risposta alla domanda: qual è la correlazione tra i sintomi fisici dell'attacco di panico e lo specifico scenario temuto? In altre parole, quali sono le sensazioni corporee che fanno temere all'individuo di avere un infarto, piuttosto di svenire o di perdere il controllo durante una crisi di panico?

Attacco di panico, sintomi fisici e paura di avere un infarto.

La paura di poter avere un attacco di cuore durante una crisi di panico è uno degli scenari più comuni e spaventosi, i sintomi fisici che alimentano questa paura sono rappresentati dalla tachicardia ( accelerazione del battito cardiaco), dolore al petto, sudorazione, formicolio delle mani o delle braccia.

Come descritto in precedenza, l'intercettazione di queste sensazioni corporee, proprio per il significato di minaccia che rappresentano, da vita ad un aumento dell'ansia in circolo che, di conseguenza, aumenta repentinamente l'intensità dei sintomi fisici ( tachicardia, dolore al petto, sudorazione, formicolii etc.) che contribuiscono ad aggravare il timore di avere un infarto.

La presenza di sensazioni somatiche  legata alla funzionalità del cuore innesca negli individui che manifestano attacchi di panico di questa natura comportamenti di evitamento e/o protettivi che alimentano il problema, ad esempio possono rinunciare ad attività salutari  come lo sport o il sesso per il timore di affaticare il cuore  oppure possono evitare qualsiasi sforzo fisico optando per una vita sedentaria che, come risaputo, non è il miglior atteggiamento per prevenire le problematiche cardiache.

Attacco di panico, sintomi fisici e paura di svenire
La paura di poter svenire durante un attacco di panico è rinforzata da sintomi fisici che hanno un impatto sulle funzioni cognitive e, in particolare, sullo stato di vigilanza della propria coscienza; la paura dello svenimento è alimentata da sintomi fisici come la vertigine, la confusione,  la sensazione di testa leggera o sbandamento, vista binoculata, sensazione di derealizzazione ( percepire l'ambiente esterno come in un film o come se si fosse dentro una bolla) o depersonalizzazione ( sensazione di non avere il controllo sul proprio corpo o parti di esso); tra i sintomi fisici dell'attacco di panico  che rimandano alla paura di svenire troviamo anche la sensazione delle gambe molli  e di debolezza.

Attacco di panico, sintomi fisici e paura di perdere il controllo di se stessi

La paura di perdere il controllo di se stessi  nel corso di un attacco di panico rappresenta uno degli scenari più diffusi e temuti dell'individuo panicoso, egli  si immagina mentre mette in atto comportamenti strani, bizzarri, osceni, violenti di cui sicuramente si vergognerà e pagherà le conseguenza ( legali e sociali)  una volta tornato lucido. Come per la paura di svenire anche nel timore di poter  perdere il controllo nel corso di un attacco di panico i sintomi fisici sono perlopiù di natura cognitiva con particolare enfasi sulle sensazioni di depersonalizzazione, la derealizzazione.

Attacco di panico, sintomi fisici e sensazione di asfissia/soffocamento

La paura di poter morire soffocato, intesa come sufficiente  mancanza di aria, o strozzato, sensazione di  restringimento alla gola che preclude il normale flusso di ossigeno,  costituisce uno scenario comune e spaventoso dell'attacco di panico specialmente di alcuni sintomi fisici ad esso legati come, ad esempio, sensazione di soffocare, sensazione di groppo alla gola, fame d'aria, respiro affannato.

Il timore di non riuscire a respirare correttamente  spesso  produce uno dei circoli viziosi più importanti che contribuiscono ad alimentare le crisi di panico, ovvero i meccanismi legati all'iperventilazione; l'iperventilazione è un meccanismo fisiologico, dovuto ad una eccessiva immissione d'aria,  che altera in maniera significativa il normale equilibrio tra ossigeno e anidrite carbonica nel corpo, la presenza di più ossigeno innesca tutta una serie di reazioni fisiologiche che aumentano i sintomi fisici presenti e ne generano di nuovi la cui valutazione alimentarà l'ansia e gli attacchi di panico.
I sintomi fisici dell'attacco di panico sono pericolosi? E' vero che si può avere un infarto, svenire, perdere il controllo o morire?

Durante una crisi di panico il soggetto è letteralmente terrorizzato dall' idea di poter svenire, perdere il controllo, avere un infarto o morire, questi terribili scenari sono alimentanti dalla presenza di sintomi fisici che, nel corso dell'attacco di panico, vengono interpretati come pericolosi per la propria salute fisica o psicologica.

Nel corso del trattamento psicoterapico e, in particolare, durante la fase di psico-educazione gli individui vengono "istruiti" a comprendere meglio il nesso tra sensazioni corporee, ansia e panico; in particolare,  la terapia mira a demolire le comuni credenze secondo le quali nel corso di un attacco di panico si rischia l'infarto, lo svenimento o la perdita di controllo.

In realtà, i sintomi fisici che si manifestano nel corso dell'attacco di panico sono innocui e non rappresentano alcun pericolo per la salute fisica e psicologica del soggetto, contrariamente alle credenze comuni l'ansia acuta non comporta lo svenimento o, a maggior ragione, la perdita di controllo cosi come,  almeno che non vi siano pregressi problemi organici, non compromette la funzionalità del cuore.

Bisogna sempre  tenere a mente che la risposta di "attacco o fuga" che si manifesta nel corso di un attacco di panico è una reazione naturale dell'organismo  finalizzata a fronteggiare efficacemente le minacce che mettono a repentaglio l'incolumità dell'individuo per cui, in condizioni normali, ovvero quando sono presenti pericoli tangibili e circoscritti,  le reazioni fisiologiche ( tachicardia, sudorazione, vista a tunnel, formicolii, bisogno di urinare etc.)  legate ad essa sono indirizzate a migliorare la performance dell'organismo ed aumentare quindi le probabilità di sopravvivenza dell'individuo.

Questa chiave di lettura "evoluzionistica" del ruolo dell'ansia invalida le credenze associate alla pericolosità dei sintomi fisici negli attacchi di panico, che senso avrebbe, infatti,  mettere  in atto una risposta fisiologica ( pericolosa)  finalizzata a difendersi dalle minacce ? Ovviamente la "risposta di attacco o fuga" non è pericolosa ma è anzi funzionale alla sopravvivenza della specie, il problema nasce quando questa reazione si innesca, ed  è il caso degli attacchi di panico, in situazione dove non vi è un reale pericolo; in queste circostanze, infatti,  i sintomi fisici vengono interpretati come pericolosi innescando  le reazioni che conducono all'attacco di panico.
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