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Attacchi di Panico:  che cosa fare? Rimedi e Soluzioni Efficaci

A cura del Dr Gaspare Costa
19/09/2017

Durante gli attacchi di panico le persone hanno la convinzione che qualcosa di terribile sta per accadere, in preda al terrore e in balia dei sintomi fisici la mente del panicoso è troppo irrazionale per sapere che cosa fare per trovare i rimedi e soluzioni in grado di ridurre lo stato di allarme e riportare  i livelli di ansia  ad una condizione accettabile.

Nel corso di una crisi di  panico  sia la mente che il corpo sembrano in balia di sensazioni che precludono ad uno scenario terrificante come, ad esempio, quello di perdere il controllo, avere un infarto o svenire, in queste condizioni estreme spesso le persone ci chiedono che cosa fare durante gli attacchi di panico, ovvero quali sono i rimedi e le soluzione efficaci nell’immediato e quali le cure da intraprendere nel medio e lungo termine.

Attacchi di panico, che cosa fare?  rimedi e soluzioni durante la crisi

Durante un attacco di panico  di solito l’individuo è sopraffatto da sintomi fisici e psicologici che  vengono letti come precursori di qualcosa di terribile che sta per accadere, ad esempio egli può credere di stare per impazzire o morire, in questa situazione è importante dare voce a quelle parte della mente razionale che, di solito, viene sopraffatta dal terrore per mettere in atto i rimedi e le soluzioni più efficaci per superare la crisi di panico,  ecco un esempio di cosa fare durante gli attacchi di panico:

1) “Controllare il respiro”. L’iperventilazione costituisce uno dei meccanismi principali  implicati  negli attacchi di panico,  la sua presenza è segnalata dall’inasprimento dei sintomi fisici  (fame d’aria, sensazione di sbandamento, testa leggera, formicolii, parestesie, tachicardia, sudorazione etc.)  che spesso si manifestano nel corso di una crisi di panico; l’iperventilazione è causata da una alterazione delle frequenza e/o intensità del respiro che alterando il normale metabolismo tra ossigeno e anedrite carbonica produce i classici sintomi degli attacchi di panico cosa fare quando si sospetta di essere in iperventilazione?

Tra i rimedi più efficaci, che in genere danno benefici nel arco di uno o due minuti, vie è la “respirazione lenta” che consiste  nel modulare la respirazione in modo tale da fare sei cicli di respirazione al minuto permettendo all’organismo di ripristinare il corretto equilibrio tra ossigeno ed anidrite carbonica  e cui segue la riduzione o la scomparsa dei sintomi dovuti all’iperventilazione.

2) Contrastare le credenze disfunzionali legate alla pericolosità dei sintomi. Le crisi di panico sono il risultato di interpretazioni disfunzionali di sensazioni somatiche dovute all’ansia,  la drammaticità con cui questi sintomi vengono letti da il via al circolo vizioso dell’ansia  che innesca gli attacchi di panico, che cosa fare quando ciò  accade? Cosa fare per ri-attribuire  la giusta valenza a questi segnali e interrompere, dunque, il circolo vizioso dell’ansia?

Il paziente che ha già intrapreso una Psicoterapia Cognitivo Comportamentale conosce già i rimedi e le soluzioni  per frenare gli attacchi di panico sul nascere, egli  è conscio, per averlo sperimentato in seduta, mediante le “Esposizioni Enterocettive”, che le sensazioni che fanno presagire una catastrofe imminente  ( infarto, svenimento, impazzimento, morte) in realtà sono il frutto di processi fisiologici assolutamente innocui e transitori.

Questa consapevolezza, a cui si aggiunge il nuovo “apprendimento” automatico del cervello circa la pericolosità di queste sensazioni, riducendo la minaccia e, dunque, l’ansia in circolo,  costruisce un rimedio efficace per bloccare sul nascere la risposta di “Attacco/Fuga” responsabile dell’innesco degli attacchi di panico.

Evitare di calmarsi a tutti i costi o di far sparire l’attacco di panico. Uno dei rimedi più comuni adottati  nell’immediatezza di un attacco di panico è quella di cercare di calmarsi a tutti i costi o di “resistere” con tutte le proprie forze ai sintomi dell’ansia, seppur comprensibile questo atteggiamento non risulta però una soluzione molto efficace per gestire gli attacchi di panico, per comprenderne il motivo basti pensare a quando siamo molto arrabbiati e qualcuno ci chiede di calmarci: è una soluzione che funziona? Spesso non solo non funziona ma ci fa arrabbiare ancora di più.

La stessa cosa succede quando proviamo a calmarci o di far sparire la crisi  di panico, queste soluzioni, infatti, quando non producono l’effetto sperato, e succede molto spesso, spaventano ancor di più l’individuo che valuta la propria incapacità di calmare il proprio corpo come la prova che qualcosa di terribile stia succedendo, questa valutazione, paradossalmente, invece di  tranquillizzarlo lo agita ancor di più perché ha la conferma che sta perdendo il controllo sia del proprio corpo che della propria mente e quindi non costituiscono dei rimedi efficaci.

Allora cosa fare durante gli attacchi di panico, quali rimedi e soluzioni adottare? Considerando che cercare di calmarsi a tutti i costi è controproducente non ci rimane che assumere un atteggiamento più accettante, aumentare la disponibilità ad  accogliere la tempesta  ammainando saggiamente le vele in attesa che la burrasca passa rappresenta (fortunatamente l’attacco di panico,  per quando gravoso ha una breve durata)  la soluzione  più saggia per  portare la nave in porto.

Distrarsi, parlare, agire. Tra i rimedi consigliati per gestire gli attacchi di panico vi  è quello di distrarsi cercando di  fare delle cose, parlare o fare attività fisica, queste semplici soluzioni  possono alleviare in breve tempo i sintomi panicosi aiutandoci a superare la crisi di panico. L’efficacia della distrazione è dovuta al fatto che essa sposta l’attenzione dalle sensazioni somatiche, interpretate come i precursori di qualcosa di terribile  (infarto, perdita di controllo, impazzimento) che sta per succedere, al mondo esterno  riducendo in questo modo la percezione dei sintomi considerati pericolosi; bisogna precisare che la distrazione, come rimedio per gli attacchi di panico, è una soluzione temporanea  in quanto, la finalità di una Psicoterapia Cognitivo Comportamentale è quella di tollerare le sensazioni somatiche  in modo tale da verificarne l’innocuità e  abbassare la guardia.

Attacchi di panico: cosa fare per prevenirli, rimedi e soluzioni. Per aiutare a prevenire gli attacchi di panico è importante migliorare lo stile di vita attraverso una corretta alimentazione, l’ attività sportiva, l’ igiene del sonno e strumenti per gestire efficacemente lo stress.

1) Corretta alimentazione.  Tra i rimedi  efficaci suggeriti per prevenire gli attacchi di panico rientrano le buone abitudini a tavola, in particolare è utile eliminare o, quanto meno, moderare l’uso di caffè, tè, alcol, bibite energetizzanti  le quali presentano la caratteristica di aumentare la disponibilità di sensazioni ( tachicardia, “eccitazione”, irrequietezza etc.) che possono essere interpretate in maniera catastrofica. Sono sconsigliate le diete “fai da te” le quali, alterando il metabolismo corporeo, possono produrre sintomi come lo sbandamento, le vertigini, sensazione di mancamento, difficoltà di concentrazione, attenzione, irrequietezza  che possono alimentare la possibilità che si inneschi un attacco di panico.

2) Attività sportiva. Anche una moderata attività fisica può rappresentare una valido rimedio per contenere le crisi di panico, la pratica sportiva, oltre a favorire la "distrazione" dalle credenze disfunzionali, agevola la scarica delle tensioni mentali e corporee. Recentemente, strategie come la meditazione o Mindfulness, basti pensare alla tecnica del Body Scan, vengono impiegate come soluzioni efficaci per aumentare la consapevolezza nel "qua e ora" e assumere un atteggiamento più funzionale nei confronti dei contenuti minacciosi; questi rimedi presuppongono, previo addestramento, la capacità di rimanere centrati sulle  proprie sensazioni corporee come "antitodo" nei confronti del perenne vagare delle mente che ci distoglie dal presente.

3) Strumenti per gestire lo stress. Le crisi di panico posso essere favoriti da tensioni corporee che, aumentando la disponibilità di sensazioni somatiche, possono innescare il circolo vizioso degli attacchi di panico, che cosa fare per indurre uno stato di rilassamento in tempi brevi? La "Respirazione Diaframmatica" ed il "Rilassamento Muscolare Progressivo" costituiscono due  rimedi efficaci  per promuovere, in breve tempo, uno stato di rilassamento.

3.1) La  "Respirazione Diaframmatica" consiste nel modulare il flusso del respiro in maniera tale che l'aria inspirata raggiunga la parte più bassa dei polmoni apportando più ossigeno, questa modalità di respirazione, insegnata correttamente nel corso della psicoterapia, rappresenta un buon rimedio per neutralizzare le sensazioni corporee che contribuiscono ad innescare gli attacchi di panico.

3.2) Il "Rilassamento Muscolare Progressivo"è una soluzione efficace che consiste nel contrarre e rilassare progressivamente specifici gruppi muscolari (la tecnica va appresa sotto il monitoraggio di uno specialista)  a partire dalla punta dei piedi fino ai muscoli della faccia seguendo un preciso ordine.

Attacchi di panico, cosa fare? Rimedi e soluzioni efficaci nel medio e lungo termine

I suggerimenti descritti in precedenza sono funzionali per  gestire una attacco di panico nell’immediato, una specie di “pronto soccorso” per superare la crisi  e riportare l’ansia a livelli accettabili, ma che cosa fare per fronteggiare gli attacchi di panico nel medio e lungo periodo? Quali sono i rimedi più efficaci?  Siamo tutti concordi nel ritenere che gli attacchi di panico rappresentino un Disturbo d’Ansia invalidante che compromette significativamente la qualità della vita dell’individuo e dei propri familiari, questa premessa è sufficiente per ricercare una terapia efficace che vada al di la delle  estemporanee soluzioni adottate per fronteggiare il problema rendendo necessaria la ricerca di rimedi definitivi per la cura degli attacchi di panico.

Che cosa fare quando le crisi di panico diventano invalidanti?   A quale cura affidarsi?  La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale è riconosciuta dalla Comunità Scientifica Internazionale ( American Psychiatric Assosesion)   il trattamento, (Evidence Based)  di prima scelta per la cura degli attacchi di panico,  questo riconoscimento viene avvallato da prove scientifiche sperimentali che hanno dimostrato  un efficacia ( questo non vuol dire che le altre psicoterapie non rappresentino delle soluzioni efficaci )  perfino superiore  alla sola terapia farmacologica, a questo proposito va sottolineato che uno dei rimedi più efficaci, sopratutto nei casi cronici e/o resistenti,  e la combinazione sinergica dei due trattamenti.
Riportiamo brevemente  le più comuni strategie e tecniche utilizzate dalla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale per la cura degli attacchi di panico:

1) Psico-educazione. La Psico-educazione consiste nell'istruire il paziente circa la vera natura dell'ansia e delle crisi di panico, queste informazioni si rendono necessarie poiché gli individui che manifestano attacchi di panico presentano delle credenze disfunzionali relative alle conseguenze relative all'attacco di panico (svenire, perdere il controllo, avere un infarto, morire). Conoscere esattamente i meccanismi all'origine dell'ansia rappresenta indubbiamente una marcia in più per sapere che cosa fare, quali rimedi e soluzioni adottare nei confronti degli attacchi di panico.

La Psico-educazione già da sola ha il potere di ridurre l'ansia in quanto l'individuo ha la nuova sensazione di aver più potere di quello che pensava egli, ogni qualvolta si avvicinerà un attacco di panico, avrà sempre la percezione di sapere esattamente che cosa sta succedendo al proprio corpo e alla propria mente, saprà che i sintomi, anche se apparentemente drammatici, sono in realtà innocui e transitori, sarà in grado di sapere che cosa fare, quali rimedi e soluzioni efficaci adottare per gestire meglio gli attacchi di panico.

2) Ristrutturazione Cognitiva. la ristrutturazione cognitiva è uno dei rimedi più conosciuti ed efficaci della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, essa consiste, attraverso tecniche specifiche come il Dialogo Socratico e la Scoperta Guidata, nel sostituire le credenze disfunzionali legate agli attacchi di panico con credenze più realistiche e funzionali come, ad esempio, sostituire la credenza "I sintomi degli attacchi di panico sono pericolosi" con " I sintomi delle crisi di panico possono essere spaventosi ma non sono pericolosi".

3) Esposizioni Enterocettive. Le esposizioni enterocettive costituiscono rimedi straordinari per scardinare la credenza che i sintomi legati agli attacchi di panico sono pericolosi ed "inspiegabili", questa tecnica consiste nel ri-evocare, attraverso particolari  esercizi che si svolgono nell'ambiente protetto dello studio dello Psicoterapeuta, gli stessi sintomi percepiti durante una crisi di panico; la scoperta che le sensazioni che normalmente vengono associate a scenari pericolosi ( infarto, perdita di controllo, svenimento etc.) sono in realtà il frutto di processi fisiologici innocui e transitori rappresenta un grande passo avanti che favorisce la demolizione delle credenze contribuendo a rassicurare il paziente.

Lo Psicoterapeuta sa che cosa fare per innescare sensazioni simili a quelle che si presentano durante gli attacchi di panico dei pazienti, egli dispone di rimedi e soluzioni efficaci in grado di replicare, in un ambiente sicuro e controllato, gli stessi meccanismi coinvolti durante una crisi di panico.

4) Esposizioni in immaginazione e in vivo. Quando la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale entra nel vivo e si è consolidata l'alleanza terapeutica tra paziente e terapeuta entrambi progettano un piano espositivo, sistematico e graduale, che includa tutte le situazioni, a partire da quelle meno temute, che il paziente normalmente evita per la paura di essere sopraffatto da una crisi di panico.

Storicamente, le esposizioni rappresentano il rimedio più conosciuto ed efficace che, con ogni probabilità, ha consentito alla Psicoterapia Cognitivo Comportamentale di affermarsi, in seno alla comunità scientifica internazionale, come la cura più efficace per gli attacchi di panico i cui risultati sono scientificamente dimostrabili.

Le esposizioni per risultare soluzioni efficaci devono seguire scrupolosamente dei criteri ben definiti come, ad esempio, la tempistica (proporle al paziente solo quando egli ha stabilito una buona alleanza terapeuta e appreso tutti i passaggi precedenti, egli non va mai forzato ma motivato), la gradualità e la costanza degli esercizi.

Le esposizioni possono essere pianificati in immaginazione o in vivo, le prime rappresentano un ottimo rimedio quando, ad esempio, il paziente è ancora troppo spaventato oppure quando risulta difficile o impossibile ricreare concretamente la situazione oggetto dell'esposizione, le seconde rappresentano la soluzione ideale in quanto il paziente si espone in contesti realistici che affronta quotidianamente come, ad esempio, prendere la metropolitana, affrontare una fila o guidare in autostrada.

Il principio fondamentale che rende le esposizioni ottimi rimedi per la cura degli attacchi di panico è quello di Abituazione, ovvero la possibilità di sperimentare che l'ansia innescata da una situazione ansiogena gradualmente e naturalmente perde la propria intensità anche se il soggetto non fa nulla per contrastarla anzi, la consegna fondamentale e che egli rinunci a qualsiasi tentativo per gestirla; in altre parole l'esposizione consente di demolire tutte quelle credenze che sostengono gli attacchi di panico favorendo quelle Esperienze Emozionali Correttive ( Alexander) necessarie a ristrutturare una nuova e più funzionale realtà.
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