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L'Ansia e la Salute
Che cos'è l'Ansia? Differenze tra Ansia Sana e Patologica

cura del Dr Gaspare Costa

L'ansia può essere considerata come uno stato "spiacevole" di preoccupazione, apprensione o  attesa per un pericolo non ben definito,  questa condizione  differenzia l' ansia dalla paura dove l'oggetto è invece definito o circoscritto. Gli stati ansiosi sono sostenuti dalla considerazione che scopi, obiettivi, interessi o investimenti della persona sono minacciati, in maniera più o meno grave/probabile, ovvero la persona avverte il rischio che questi "beni" possono essere compromessi o perduti.

Gli scopi minacciati  ritenuti fondamentali per la persona possono essere di diversa natura e  naturalmente variano da individuo a individuo, ad esempio possono riguardare aspetti o valutazioni legati alla propria persona (essere una persona amabile, di valore, stimata, ammirata, in salute etc.) o a persone care ( futuro dei figli, salute dei propri cari, rapporto affettivo con il proprio partner etc.). In questo senso, l’ansia può essere considerata  come una sorta di allarme che segnala la presenza di una minaccia  a “beni” considerati irrinunciabili.

Va precisato che normalmente  l’ansia segnala la minaccia e non la perdita irreversibile di uno scopo o "bene", condizione questa che tipicamente si accompagna alla depressione;in sintesi si può dire che l’ansia segnala la minaccia mentre la depressione indica la  perdita di uno scopo o di un bene considerato irrinunciabile. In effetti l’ansia e la depressione rappresentano condizioni cliniche  e funzionali diverse spiegabili con la percezione di minaccia o di perdita di uno scopo:

  • lo stato ansioso si caratterizza infatti per l’aumento delle normali risposte fisiologiche (aumento del battito cardiaco, difficoltà respiratorie, sintomi neurovegetativi come sudorazione, bocca secca, vampate di calore, iperventilazione etc.), psicologiche (la persona ansiosa percepisce il timore o la paura di qualcosa di indefinito, ha la sensazione che stia per succedere qualcosa di negativo, gli stati di apprensione e preoccupazione si fanno frequenti cosi come le rimuginazioni) e comportamentali, come se l’organismo raccogliesse le forze per fronteggiare, con l’attacco o la fuga, una minaccia o un pericolo.
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  • Al contrario, nella depressione normalmente si assiste ad un rallentamento delle funzioni fisiologiche, una specie di resa, mentre lo stato mentale del depresso può essere caratterizzato da colpa, l’indegnità, mancanza di speranza e/o di piacere,  come se il bene fosse ormai perduto e la persona abbia iniziato il processo di rassegnazione.

Ovviamente l’ansia, quando non assume le caratteristiche patologiche, ha una funzione adattiva molto importante poiché ci consente di affrontare situazioni impegnative con un maggior grado di “combattività”; in effetti la letteratura ed in particolare gli studi sulla“curva dell’ansia” hanno dimostrato che in situazioni prestazionali importanti (ad esempio un esame scolastico, un colloquio di lavoro, una prestazione sportiva etc.) moderati livelli di ansia garantiscono una performance più efficace rispetto a livelli di ansia troppo bassi o troppo alti. Livelli troppo bassi d'ansia non aiutano la motivazione mentre livelli troppo alti possono assumere le caratteristiche dell'ansia da prestazione (pensiamo all'ansia d'esame o all'ansia da prestazione sessuale) che può compromettere seriamente la performance dell'individuo.

In questi casi, l'eccessivo livello d'ansia rappresenta un importante fattore di perturbazione, spesso l'individuo anticipa in maniera catastrofica (ansia anticipatoria) l'esito della prova anche perche il buon esito della prova assume caratteri assolutistici ( "non posso fallire, non devo sbagliare, devo riuscirci a tutti costi) il che, in una sorta di circolo vizioso, contribuisce ad aumentare l'ansia.  In questi casi si possono manifestare "vuoti di memoria", sintomi neurovegetativi, confusione, bocca secca,  e molti altri sintomi che possono compromettere il buon esito del risultato.  Un eccessivo livello d'ansia può anche associarsi ai disturbi del sonno, principalmente all'insonnia iniziale o frequenti risvegli notturni.

In sostanza, l’ansia non è disadattava ma lo diventa quando diventa eccessiva o inopportuna, è da sottolineare che essa è significativamente determinata da fattori temperamentali  nel senso che ognuno di noi presenta un ansia di base ( misurabile con particolari strumenti come lo STAI) costituzionale  che può influenzare, in concomitanza di altri fattori come lo stress, l’eventuale esordio di un disturbo d’ansia.

Nei diversi disturbi legati all'ansia essa si  presenta con modalità ed intensità differenti: ad esempio, nel Disturbo d'Ansia Generalizzato lo stato ansioso diventa cronico,  le rimuginazioni e le preoccupazioni accompagnano l'individuo per gran parte del tempo, oltre a tutta una serie di manifestazioni somatiche; nelle Fobie (Specifica e Sociale) il disturbo d'ansia si manifesta solo in particolari circostanza, ovvero quando l'individuo si trova, o teme di trovarsi,  nella situazione o condizione fobica, in questi casi l'ansia può innescare un vero e proprio attacco di panico o paucisintomatico.  

L'intensità dell'ansia è invece la peculiarità che caratterizza il Disturbo di Panico, in questo disturbo, in pochi minuti l'ansia può assumere un intensità talmente elevata da far temere l'impazzimento o l'imminente morte dell'individuo. Nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo l'ansia è  legata alle ossessioni, in questo disturbo l'ansia aumenta in maniera esponenziale quando l'individuo non è nelle condizioni di poter mettere in atto i rituali.

Nel Disturbo Post-Traumatico e nel Disturbo Acuto da Stress, l'ansia si manifesta in seguito ad eventi "traumatici" subiti e ogni qualvolta questi eventi vengono rivissuti o ricordati. Un' altro
disturbo d'ansia abbastanza invalidante è rappresentato  dall'ansia da separazione che si manifesta con una eccessiva angoscia nel
momento in cui il bambino o l'adulto è "costretto" a separarsi, anche per brevi momenti, dalla figura di accudimento.

L'ansia, oltre ad essere caratterizzata da vissuti di preoccupazione, apprensione, confusione, testa vuota, e spesso accompagnata da manifestazioni somatiche: i sintomi somatici possono investire ogni sistema o apparato. Frequentemente si manifestano sintomi cardiovascolari come tachicardia, palpitazioni, extrasistoli, alterazioni della pressione arteriosa e dolori al torace o in sede precordiale. Talora l’individuo lamenta difficoltà  respiratorie con improvvise sensazioni di soffocamento o di mancanza del respiro.

Comuni sono i disturbi gastrointestinali che si manifestano con stitichezza, diarrea, nausea, vomito, bruciore o dolore gastrico. I disturbi somatici più frequenti sono i sintomi cosiddetti "neurovegetativi" quali sudorazione, sensazioni di freddo o di caldo, bocca secca, senso di vertigine o di sbandamento. Comuni sono i disturbi del sonno con difficoltà di addormentamento o risvegli frequenti durante la notte e disturbi dell'alimentazione sia con riduzione che con aumento dell'appetito.

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